Flora Devatine, la coscienza polinesiana tradotta in poesia

Filed in Polinesia in diretta, polinesiani by del 09/11/2016
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Un anticipo sul prossimo Salon du livre 2016 organizzato dall’associazione Lire en Polynésie: una bella raccolta delle poesie di Flora Aurima Devatine dal titolo Au vent de la piroguiére – Tifaifai (“Al vento della piroghiera – Intrecci”), edizione Bruno Doucey, che sarà presentata nel corso della manifestazione. Flora appartiene al gruppo degli scrittori ma’ohi, pur venendo dalla tradizione orale, come affermato nel suo poema Écrire:

Écrire,
Ça fait mal aux mains!
Ça fait mal aux doigts!
Ça fait mal aux bras!…
Ça fait mal à la tête
Quand on a trop à écrire!…”

Écrire,
On n’aime pas ça!…
On préfère la parole
Qui raconte des légendes,
De la vie des gens!… 1)

flora devatine

Flora Devatine a Temoto’i, presso la sorgente davanti a casa (foto di R-J Devatine).

Le sue poesie sono tenere e delicate e allo stesso tempo colte e profonde, ci guidano in profonda immersione della cultura del suo Fenua (terra).
Per avere un’assaggio di questa raccolta, ho scelto di tradurre Des éclairs de vie, “Lampi di vita”, poesia che ci porta nel quotidiano della parte più remota dell’isola di Tahiti e che rispecchia lo spirito allegro e introspettivo della poetessa. Figura carismatica dai candidi capelli bianchi tagliati corti, nel volto sereno porta l’immagine di un’antica bellezza, sempre con un lungo bastone intagliato in mano: per appoggiarsi con sicurezza nei suoi passi e sottolineare la sua appartenenza alla classe degli orero (oratori), esattamente come lo erano i suoi tupuna (antenati).
Assistere alle presentazioni di Flora Aurima Devatine è un vero piacere: dalla sua pacata figura scaturisce un’energia inimmaginabile, che ipnotizza gli spettatori e li trasporta nel mondo della sua scrittura, guidati dalla dolce voce modulata in cangianti intonazioni melodiose.
Forse sta iniziando, qui in Polinesia, la rivoluzione dei poeti…

Flora Devatine

Paesaggio del Fenua ‘Aihere, la parte meridionale dell’isola di Tahiti (foto di R-J Devatine).

Des éclairs de vie  (estratto)

Une après-midi chaleureuse,
Kaléidoscopique !

Lueurs boréales d’une enfance australe
Dorée à l’émeraude des mara, uhu
Hapu’u taravao
du grand bleu outremer
En l’océan luxuriant du Fenua ‘Aihere !

Souvenirs indélébiles à fleur d’eau du Pari
Des combats de Hui e Tai’arapu
De Te Ono e tau à Fara’atara
Dans les eaux de Vaitomoana
De Vehiatua i te mata’i
Tetumanu’a, Te’ie’ie
Tetua’ehuri i Tai’arapu
Tetua’umeretini i Vaira’o
Du filet de Rafeamataono
Du mono’i de Turi
Des ume de Vaiote
Où les ‘iri’iri, bris de coraux
Sertis de violine, de citrine et carmin
Des coquilles d’huîtres, d’oursins
Blanchis à la rosée, polis à l’émeri
Des rouleaux déferlant brisant à Mau’oro
S’amoncellent au zénith
En motu Tahiri, motu ‘Iri’iri, îlots scintillant
Dans les embruns tumultueux
Des émotions fécondes

Senteurs d’écumes et de mape
De ti’ane’e et de po’e ‘ape
Fulgurantes d’élans du cœur
Fulminantes de frustration

De l’enfance retranchée
Dans ses fondements matriciels
Sous les barrythonia et les ‘ati séculiers
De Atiti’i, Vahinerava’ai
Rave’a
… Oh ! Source de Temoto’i

Au seuil de mon Pari mythique !

Résonnent en écho les pensées de mère
Délicatement posées à l’instinct

Thé bleu
Fondant au chocolat
Sorbet au corossol

Gelée des dieux lares
Pour chrysalides en fleur !
Prémisses au ravissement de l’âme !
Délices des palais !

Gaiement nous tressâmes nos brins de mémoire
Tel Maui, les îles, des fonds abyssaux

Défis d’enfants, hauts faits d’anciens

Et la pirogue filait, filait
Titiraina à palme déployée
Vers Hotupu, Ta’apeha

Sous la férule de l’aïeule
Et le peperu de Huira’a
Depuis sa traverse de balancier !

Mais au-delà du Pari
Mur de pierre ou Mur de vent
De Pamata’i

Bleue et féconde la houle
Grosse de sa propre renaissance
Du fond des mers en effervescence

L’horizon ouvert, mère et fille
Dans un face à face subtil !

Feuilles diaphanes de pommier cannelle
À travers lesquelles nous tentions

Des bribes de réponses
À nos problèmes insolubles !

Flora Devatine

Paesaggio di Te Pari: la grotta (foto di R-J Devatine).

 

Lampi di vita

Un pomeriggio caloroso,
Caleidoscopico!

Bagliori boreali di un’infanzia australe
Dorata dagli smeraldi dei mara, uhu
Hapu’u taravao
del grande blu oltremare
Nell’oceano lussureggiante del Fenua’Aihere!

Ricordi indelebili a fior d’acqua di Pari
Delle lotte di Hui e Tai’arapu
Di Te Ono e tau a Fara’atara
Nelle acque di Vaitomoana
Di Vehiatua i te mata’i
Tetumanu’a, Te’ie’ie
Tetua’ehuri i Tai’arapu
Tetua’umeretini i Vaira’o
Della rete di Rafeamataono
Del mono’i di Turi
Dell’ume di Vaiote
Dove gli ‘iri’iri, ciottoli di corallo
Sono incastonati di violetto, citrino e carminio
Conchiglie d’ostriche, di ricci di mare
Sbiancati dalla rugiada, levigati allo smeriglio
Rotoli di ondate che si infrangono a Mau’oro
Si ammucchiano allo zenit
In motu Tahiri, motu ‘Iri’iri, isolotti scintillanti
Nei vapori tumultuosi
Di feconde emozioni

Profumi di nebbie e di mape
Di ti’ane’e e di po’e ‘ape
Folgoranti di slanci del cuore
Fulminati di frustrazione

Dell’infanzia soppressa
Nelle sue fondamenta matriciali
Sotto le barringtonia e le‘ati secolari
Di Atiti’i, Vahinerava’ai
Rave’a…
Oh! Sorgente di Temoto’i
Alla soglia del mio mitico Pari!
Risuonano con eco i pensieri della madre
Delicatamente posati dall’istinto

Tè blu
Fondente al cioccolato
Sorbetto di corossol

Gelatina degli dèi lari
Per crisalidi in fiore!
Premesse all’estasi dell’anima!
Delizie dei palati!

Gaiamente intrecciammo i nostri fili di memoria
Tale Maui, le isole, dai fondi abissali

Sfida di bambini, rari atti di vecchi

E la piroga filava, filava
Titiraina a vela spiegata
Verso Hotupu, Ta’apeha

Sotto il giogo della nonna
Ed il peperu di Huira’a
Dalla sua traversina del bilanciere!

Ma oltre Pari
Muro di pietra o Muro di vento
Di Pamata’i

Blu e feconda l’onda
Grossa della sua propria rinascita
Dal fondo dei mari in effervescenza

L’orizzonte aperto, madre e figlia
In un sottile faccia a faccia!

Foglie diafane di melo cannella
Attraverso le quali noi tentiamo

Frammenti di risposte
Ai nostri problemi insolubili!

Flora Devatine - barringtonia

Barringtonia.

G L O S S A R I O

Mara – pesce che può raggiungere dimensioni impressionanti.
Uhu – pesce pappagallo.
Hapu’u taravao – merluzzo gigante.
Fenua ‘Aihere – la parte sud dell’isola di Tahiti, dalla fine della strada di Tautira alle falesie di Te Pari.
Pari –
falesia al bordo del mare, rocce che cadono a picco nel mare.
Te Pari – estremità sud della penisola di Tai’arapu, parte non abitata del Fenua ‘Aihere, a cavallo fra il comune di Tautira e quello di Teahupo’o, costituito da falesie a picco sul mare. Luoghi ben conosciuti dall’autrice.
Hui eTai’arapu – antica alleanza fra Tautira e Teahupo’o.
Te Ono e tau – antica alleanza di sei distretti dell’isola di Tahiti.
Fara’atara   località di Te Pari.
Vaitomoana –
grotta sottomarina a Pari; luogo dove avvennero violente battaglie sull’acqua.
Vehiatua i te mata’i – dinastia di Ari’i Rahi, grandi capi, celebre nella penisola di Tahiti.
Tetumanu’a – capo della penisola di Tahiti.
Te’ie’ie –guerriero della penisola di Tahiti.
Tetua’ehuri i Tai’arapu, Tetua’umeretini i Vaira’o – donne della penisola di Tahiti, nominate nelle genealogie dei capi.
Rafeamataono – rete da pesca usata dai capi.
Mono’i – olio di cocco profumato con la fragranza di fiori.
Turi – celebre eroe della penisola di Tahiti.
Ume –pesce chirurgo.
Vaiote – fiume della penisola, conosciuto per i marae e le pietre incise, legato alla leggenda che vede l’eroe Turi  sorpreso durante il sonno che si risveglia con  i pedi legati da due pesci chirurgo.
Iri’iri – ghiaia.
Mau’oro – montagna all’entrata di Pari che domina la valle di Vaiote, a strapiombo sul mare.
Motu Tahiri, motu ‘Iri’iri- isolotti in ghiaia di corallo morto che si sono formati all’entrata di Te Pari.
Mape – il castagno polinesiano.
Ti’ane’e –  cicala di mare.
Po’e – frutti o tuberi schiacciati, mescolati con amido e cotti al forno; piatto servito con latte di cocco.

Flora Devatine - ape

‘ape.

Po’e ‘ape – po’e realizzato con tuberi di ‘ape (Alocasia macrorrhizos) grattati, schiacciati, mescolati con miele e cotti per parecchie ore dentro un bambù nel forno polinesiano (interrato).
Atiti’i – terra del Fenua ‘Aihere.
Vahinerava’ai –
una delle terre nel contratto di mezzadria del padre dell’autrice.
Rave’a – terra e uno degli antichi marae (luogo di culto) del Fenua ‘Aihere.
Temoto’i –
terra dove è nata l’autrice.
Maui – semidio della mitologia polinesiana.
Titiraina – piroga giocattolo costruita con pezzi di legno leggero e foglie come vele.
Hotupu – luogo di Te Pari.
Ta’apeha –
luogo di Te Pari.
Peperu –
il timoniere della piroga.
Huira’a – donna che da bambina accompagnava la nonna a Pari in piroga.
Pamata’i – quartiere del comune di Faa’a dove abita Huira’a.

Flora Devatine - petroglifo-e-incisa-di-vaiote

Petroglifo e pietra incisa di Vaiote (foto di R-J Devatine).

N O T E

1) Scrivere,
Fa male alle mani!
Fa male alle dita!
Fa male alle braccia!…
Fa male alla testa
Quando si ha troppo da scrivere!…”

Scrivere,
Non ci piace!…
Preferiamo la parola
Che racconta le leggende
Della vita della gente!…

(traduzione di Manuela Macori)

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