Heiva 2016, la decima serata

Filed in Polinesia in diretta, polinesiani by del 22/07/2016
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Decima serata supplementare dovuta al maltempo. Il coro Te Noha No Rotui, in arrivo dalla vicina Moorea, interrotto due giorni fa dalla pioggia battente, canta proprio come la pioggia abbia pao (scavato) la loro vallata e come questa sia stata ulteriormente corrosa da una grande mareggiata. Per questo la loro zona si chiama Pao Pao, scavata due volte.
Il gruppo di ballo Toakura chiude l’edizione 2016 di questo concorso. Il testo di Patrick Amaru, autore da noi già seguito nella Hura Tapairu 2014 e nello spettacolo sul marae Arahurahu del 2015, sviluppa qui la storia della regina Purea e della battaglia dei fe’i pi (fe’i banane endemiche, pi verdi, acerbe) che mise fine alla civilizzazione polinesiana, con la morte del guerriero Opuhara.
La regina Purea, sposa dell’ari’i Amo, capo di Papara, ha grandi ambizioni. Alla nascita di suo figlio, Teriirere, per celebrarlo ordina la costruzione di un enorme marae, luogo di culto. Per fare questo, impone un lungo rauhi, periodo nel quale era proibito cacciare pescare o raccogliere frutti per permettere alla natura di riprodursi. La regina Pomare, di antica nobiltà, arriva da Raiatea e vuole intercedere per il popolo, sfiancato da tante privazioni, ma Purea rifiuta di riceverla, infrangendo le ture (leggi) di Tetunae (primo ad aver scritto un codice, dove l’ospitalità viene trattata in ampia considerazione). È la guerra. La morte di Opuhara nella battaglia dei fe’i pi (così chiamata perché le armate di Papara non erano pronte ed esplosero – così come esplodono queste banane rosse se messe sul fuoco acerbe – grazie ai fucili che i navigatori avevano concesso ai Pomare) permise ai vincitori di regnare sull’intera isola di Tahiti e di espandere il loro regno sulle isole polinesiane.

Il miglior ballerino

All’interno della Heiva esistono sotto-concorsi: migliore creazione per orchestra, migliore interpretazione dei brani considerati patrimonio polinesiano, migliore ballerina e migliore ballerino.
Ho seguito nei mesi la preparazione di Franky, il favorito di questa edizione, e mentre ballava avevo i brividi. È riuscito a coinvolgere l’intero pubblico, comunicando, non solo con i movimenti del suo corpo, ma anche con le grida che emetteva per sottolineare i passaggi della sua danza. Poi è scivolato. Scivolato perché il pavimento era ingombro di petali di fiori, e ha diviso con noi anche questa emozione. Per Franky la danza è tutto, si allena da almeno sei mesi per prepararsi a questa esibizione, di appena due intensissimi minuti; ha perso peso, si è emozionato, ha riso, ha pianto…  Franky ha continuato la sua esibizione con il sorriso di sempre sul volto. Il sorriso della vera felicità. La  felicità di esistere!

 

I premiati

Categoria canto

Tarava Tahiti
3° Tamarii Papara (5° serata)
2° Tamarii Mataiea (2° serata)
1° Tamarii Vaiarao (6° serata)

Il più bel costume vegetale
Hei Tahiti, con la raccolta delle arance in montagna, un costume dal profumo siciliano! (4° serata)

Gran costume
Hitireva (6° serata)

Tarava Raromatai
3° premio va al mio coro, O Faa’a! (4° serata)
2° Vaiho Tau
1° Te Pape Ora No Papofai (1° serata)

Migliore creazione per orchestra
3° Heikura Nui ritira il premio Atiun (3° serata)
2° Tahina No Uturoa (9° serata)
1° Hitireva! (6° serata)

Orchestra patrimonio
Pupu Tua Pahe (1° serata)

Himene Rua’u
3° Te Pape Ora No Papofai (1° serata)
2° Taimari Vairao (6° serata)
1° Tamarii Papeari (9° serata)

Ute Paripari, elegia alla terra
3° Tamarii Teahupoo (8° serata)
2° Tamarii Tevaipuna (9° serata)
1° Te Noa No Rotui di Moorea (10° serata)

Ute are’are’a, canto comico
3° Tamarii Rapa No Tahiti (3° serata)
2° Te Pare O Tahiti Aea (3° serata)
1° Tamarii Vairao (6° serata)

Tarava Tuha’a Pae
3° Papara To’u Fenua (1° serata)
2° Erai Te To’a No Avera (7° serata)
1° Tamarii Rapa No Tahiti (3° serata)

Premi speciali
miglior autore al gruppo Vaihoatua (2° serata)
miglior compositore ai Tamarii Papeari (9° serata)

Miglior costume per il canto
Te Pare O Tahiti Aea (3° serata)

Premio a discrezione della giuria
Papara To’u Fenua (1° serata)

Categoria danza

Miglior autore
Patrick Amaru, il mio autore preferito, gruppo Toakura (8° serata)

Miglior compositore
gruppo Hitireva (6° serata)

Miglior Ra’atira, capo gruppo
gruppo Toakura (8° serata)

Migliore aparima
Hei Tahiti, il gruppo di Tiare Trompette

Miglior Ote’a
Hitireva (6° serata)

Miglior Pao’a Hivinau
Hei Tahiti (4° serata)

Miglior Orero
Te Maeva (5° serata)

Premio speciale alla giovane autrice del gruppo Te Ao Uri No Tautira (2° serata)
Premio speciale al ballerino in gara per l’assolo del gruppo Ahutoru Nui (7° serata)
Premio speciale  anche a Tahina No Uturoa (9° serata)

Categoria Hura Ava Tau, amatori
3° premio all’isola di Bora Bora Tamarii Anau (9° serata)
2° Tamarii Vairao (5° serata)
1° Tahiti Ia Ruru-tu Noa, il gruppo di Olivier Lenoir! (6° serata)

Migliore ballerino
3° È il bel Tino, gruppo No Avera, di Rurutu (7° serata)
2° Hitireva (6° serata)
1° Tommy Tihoni del Pupu Tua Pae (2° serata)

Migliore ballerina
3° Pupu Hei Tahiti (4° serata)
2° Tamarii Mataiea (5° serata)
1° Tuiana Brodien Taimarii Vairao (5° serata)

Hura Tau, professionisti
3° O Tahiti E, hanno ballato della risata, ‘ata ‘ata (1° serata)
2° Hei Tahiti, Tiare Trompette! (4° serata)
1° Hitireva (6° serata)

Purea, la conchiglia di sangue: il testo

Purea te Apu a Toto, di Patrick Amaru

 

Lo Haere Po
[Haere Po sono le persone incaricate di conoscere a memoria le complicate genealogie, che ripetevano nottetempo camminando intorno ai recinti dei marae, luoghi sacri.]

Ecco un Haere Po che erra
Sulle rive della vita
Sulla riva degli enigmi,
Alla punta di Manomano a Papara.
Oio, l’uccello degli dèi canta.
Delle voci risuonano nella sua testa

Quando mormora:
Tac, tac, tac…
Rimbalza, rimbalza, il sangue rimbalza…
Sangue, sangue, legame di sangue…

Oio canta
Oio degli dèi
Oio messaggero
Oio testimone

Colpa, Colpa
Colpa del cadetto
Colpa di Tati
Accogliere Pomare

Vendere l’anima
Pan! Pan!
Proiettili,
Si rompe il Ti
Moua Tamaiti
[gruppo della montagna Tamaiti]
Cade Opuhara…

Tac, tac, tac…
Cerca, cerca Amo
Purea, orgoglio…
Orgoglio, orgoglio…

Sangue, sangue, il sangue è il legame
Sangue nella conchiglia di sangue…
Purea ha la conchiglia di sangue!

Sorge, sorge Manea
L’anima di Meharo prende possesso

L’anima di Te Varua Meharo detto Manea, si è impossessata dell’Haere Po e loda Papara

 Elogio a Papara

Noi siamo Papara
Papara a Oro Hua Rea,
Papara lo zoccolo di Ra
Ra il sole che risplende
Sul tuo picco altezzoso
Moua Tamaiti
[monte Tamaiti]

Cogliete i porohiti [pianta profumata]
Alla tua terra Poreho
Poreho dal corallo rosso
Rosso di piacere!
E questo piacere si estende alla punta,
La tua punta Manomano!

Le tue onde Vai Poea
Le tue onde Faarii Ore si addolciscono!
I due fiumi si gettano nel canale,
Il tuo canale sacro Faarearea!
La tua casa degli Arioi
[confraternita di artisti] Titi Puta Roa
È la festa!

Il too [idolo] del marae esulta
Il tuo marae Too a Rai
[dio del cielo]
Il too [bastone] che sostiene il cielo più elevato
Alla terra sacra di Papara…
Papara, Papara!

I saluti

Benvenuto a te Te Papa Nui a Heiva [grande pietra della festa]
La base sulla quale viene intrecciata la bella corona
La corona che ci lega al va
Il mondo divino!

Oroa Tapu – Cerimonia proibita

Una cerimonia,
Una cerimonia avrà luogo a Poreho
La terra dai gemiti di piacere
Nella casa dei sogni di carezze

Te fara moehani – La dolce fara segreta
[fara, radice del Pandanus, considerata l’organo maschile di questa pianta]

La tapa cade
A terra
La radice di fara si alza.

La radice di fara si tende
Fonte ambita
Purea è la donna

Gocciola la linfa
Umidifica i petali
La sorgente di Purea fiorisce

L’inquietudine di Purea

Non ho alcun potere…
Se non attraverso mio figlio!!!
Cosa posso fare allora?

Un marae! Un marae!
Ma un grande, un grandissimo marae!
Un marae molto largo!
Un marae molto alto
Che tocchi il cielo!
Sì, un marae,

In questa punta di Manomano!
Mahaiatea sarà il suo nome!
Sarà consacrato al dio Oro!
Un grande marae,
Simbolo di sacralità
Simbolo di prestigio
Simbolo di bellezza,
Simbolo del potere di mio figlio,
Teriirere Outu Rau Na Tooara’i,

Ora e per sempre!
Ha ha ha ha!
La terra sarà colpita dal rahui
[proibizione]
L’oceano sarà colpito dal rahui
Un profondo rahui
Un grande rahui
Un lungo rahui
Perché il dio Oro possa dimorarci,
Un sacro rahui
Per consacrare questo marae

Il pahu [tamburo] divino risuona
Il pahu delle cerimonie gli risponde
Gli oio gioiscono
Dei piedi scivolano
È un guerriero al marae
Al tuo marae Too a Ra’i

Le sue gambe si piegano
Avanza fino all’ahu
[altare]
Gira intorno alla ofai haoa [pietra di fondazione)

Punta il suo piede
E solleva della terra…
Il guerriero si rialza,
La sua anima è posseduta…

Il suo corpo trema
Le sue mani si affondano
Nella terra
E prendono la ofai haoa

Sulla spalla la pietra…
Le gambe danzano
Il guerriero è in festa
Posseduto dagli dèi…

Porta allora l’ofai haoa
A Manomano

Costruzione del marae

Le pietre furono fatte rotolare
Rotolate dalle onde
Le pietre furono ammassate
Sul bordo della Taharuu.

E le pietre furono portate a spalla
Le gambe vacillarono sotto il carico,
Portate alla punta,
Al tuo capo Manomano.

E le pietre furono scese
E sparpagliate
Le pietre furono issate in verticale
Le pietre furono spinte, aggiustate…

Coraggio uomini

Uomini, lavorate
Non giratevi
Dimenticate le donne,
dimenticate i genitori.

Uomini, lavorate
Che le vostre braccia non si affievoliscano
Che le vostre schiene non si rompano
Alzatevi, guardate Moua Tamaiti
[la montagna Tamaiti]

Uomini lavorate
Questo marae sarà la fierezza
E la bellezza di Papara
Sarà il simbolo dell’immenso potere
Di Teriirere Outu Rau Na Tooarai

Incantesimo al marae

E he e he e
Gli dèi non sono ciechi
Alla magnificenza degli umani
Gli dèi non sono ciechi!

E he e he e
Che il marae sia marae
Che gli dèi siano dèi
Che il sacro dimori!

Te Varua Meharo [spirito di Meharo]
O dio Oro,
Un po’ di compassione per noi
Abbassa il tuo sguardo a Manomano
Tendici i tuoi raggi sacri
Per guidare il nostro cammino,
Affinché non zoppichiamo,
Affinché la nostra anima non si indebolisca
Prima che tu, dio Oro
Eleggi la tua dimora in questo marae!

O dio Oro,
Assisti i tuoi servitori,
Non allontanarti da noi!
Compassione per noi!

Purea

Sono Purea!
Presto,
La foresta degli ‘aito
[alberi di ferro, guerrieri] si inchinerà
Ai miei mormorii…
E si prosternerà completamente
Presto,
Gli opu hiu ari’i
[i capi in fila] si rifugeranno
Nel palmo delle mie mani,
Per mendicare la mia compassione
E in questi palmi,
Accarezzerò i codardi
E torcerò
Il collo dei gradassi
Presto,
Quando Ra
[il sole] si alzerà,
La mia magnificenza anche
Illuminerà la terra!
Presto,
quando si ergerà questo marae
Il mio potere si estenderà
Sulla conchiglia celeste…
Attraverso Teriirere

L’arcobaleno del dio Oro

Presto il tuo cielo
Papara Oro Hua rea
[Papara del divino Oro giallo, colore del potere] sarà illuminato
Dall’arcobaleno del dio Oro
Presto il dio Oro scenderà fra noi
E ci porterà pace ed abbondanza
Lavorate uomini!

L’annuncio dell’arrivo di Itia

O Purea
Una donna capo è all’entrata
È donnaTetuanui Reia
I te Rai Atea!!!
Sì ed insiste molto
Perche tu la riceva

La disputa

Purea:
Esiste forse un altro capo
Che possiede un marae così alto,
Così magnifico e prestigioso come questo?
Esiste forse questo capo?
Non ne conosco che uno!
Teriirere, mio figlio!

Tetuanui Reia I te Rai Atea:
Chi sei tu Purea
Per rompere le leggi sacre,
Le leggi di Tetunae
Le leggi dell’ospitalità?
Chi sei tu Purea
Per restare sorda
Alle mie sollecitazioni?
Sei forse superiore agli dèi?
Chi sei tu?
Ho un rango!
Non sono una manahune
[popolo]…

Purea:
Ah, sei dunque tu
Tetuanui Reia I te Rai Atea
La causa di tutti questi problemi!
Eh sì, tu non appartieni al popolo
He he he, ma il tuo potere galleggia!
Galleggia qui, là
Un po’, molto,
d’isola in isola…

Tetuanui Reia I te Rai Atea:
Purea, non appartengo al popolo!
Sono di alta nobiltà!

Purea:
He he he, nobiltà rattoppata con il lattice dell’uru [frutto dell’albero del pane]
Sì Tu non appartieni al popolo ma…

Tetuanui Reia I te Rai Atea:
Purea, l’orgoglio ti rende sorda!
Questo mucchio di pietre copre i tuoi occhi!
Presta attenzione al tuo popolo…

Purea:
Gurdati tu, prima!

Tetuanui Reia I te Rai Atea:
Sono venuta a te
Per il popolo!
Metti fine a questo Rahui,
Che il popolo possa rifiatare!

Purea:
Ha ha ha!
Devo tendere l’orecchio
Ai deliri di un ua [paguro]?
Un paguro non ha altro motivo di spostarsi
Che quello di rubare la conchiglia degli altri…
Non è così?
Tu ambisci i beni
Ammassati da Papara al rahui
[proibizione],
Non è così?
Sparisci!!!

(A queste semplici parole,
Come a un segnale a lungo sperato,
Donna Tetuanui
Reia I te Rai Atea si impossessa
Di qualche dente, di lunghi denti,
Denti di squalo per cancellare,
Per cancellare il crimine di sangue!
Scava la sua fronte lentamente, a lungo…
I denti scricchiolarono
Il sangue trasuda,
Una collera sorda la prendeva.)

Purea:
Anche i paguri hanno del sangue!

La tapa del sangue

No, no!
Era la voce del grande sacerdote,
La voce di Te Varua Meharo…
La donna si asciuga
La fronte con una tapa immacolata…
Lancia questa tapa
In basso, in basso sulla terra di Papara.

Te Varua Meharo:
Purea ha infranto la legge!
Purea ha infranto la legge sacra di Tetunae!
Purea ha infranto la legge dell’ospitalità!
Purea, o Purea,
Il dolore è davanti a noi…

Te tapa putoto – La tapa insanguinata

Purea ha infranto le leggi
Le leggi sacre di Tetunae
Le leggi dell’ospitalità
I denti di squalo hanno ferito la fronte
La tapa bianca venne macchiata di sangue
Il sangue dell’espiazione.

La tapa bianca venne macchiata di sangue
Papara sarà sacrificata
Papara che infrange le leggi.

La degna madre

Per te, figlio mio
Scalerei le scarpate delle falesie
Attraverserei i fiumi in piena
Attraverserei le terre deserte
Vogherei per gli oceani insondabili
Solo per vederti

Per te, figlio mio
Mi opporrei agli dèi
Romperei i divieti
Dissimulerei la verità
Serrerei i pugni
Solo per difenderti

Aue il dolore nel mio ventre
Questo ventre che ha portato il bambino
Oh, un po’ di compassione
Sono una madre
Per te Papara

Non sono che una donna

Non sono che una donna,
Ma non sono una donna del volgo!
Appartengo ad una famiglia di capi!
Devo forse temere i feroci barracuda,
Quando sono Te Vahine Ai Roro Atua,
Ai Roro Atua i Ahu Rai?
Non sono che una donna,
Ma so battermi,
Ma so dare calci,
Ma so mordere,
So anche ridurre in brandelli

Non sono che una donna,
Ma guardatemi con attenzione!
Grazie a questo bambino
Estenderò il mio potere all’infinito
Su questa terra!
Grazie a questo bambino
Terrò nel palmo delle mie mani
Il vostro soffio vitale!


Non sono che una donna!
Ma sono l’inizio,
Ed anche la fine
Di tutte le cose
A Papara!

L’allerta

Papara te Papa a Toa [il brusio dei guerrieri)
Risvegliati, risvegliati, alzati,
Te Oro Paa !
[Il dio Oro ha fame)
Ha ha ha ha!
Ha dunque fame…
Ma su questo Papa a Ra
[brusio del sole)
Ti spezzerai i denti Te oro Paa!
Te Papa oToa
O!
Combattiamo!
Combattiamo!
Combattiamo!

Provocazione

Purea lancia una provocazione:
Oro Paa, torna a casa
Prima che Papara gratti il tuo cranio
E non ne resterà che il cuoio!
Il cuoio di Oro Paa!
Ha ha ha!
La pelle di Oro Paa!

Combattimento e Te Oro Paa

Venite Te Oro Pa
Saltate, ecco i pugni!
Vi spezzerete i denti!
Quanto siete lenti!
Avete paura?
No!
Tornate a dormire
Non vi farà male!

Incantesimo a Oro

O Oro
Scendi
E sii al nostro fianco!
Possiedi i nostri corpi
Della tua potenza e della tua ferocia!

Gli avidi barracuda

Ti circonderanno
Perché,
I barracuda attaccano di nascosto,
Come attaccano i banchi di pesci,
Girando loro attorno!
Le pelli furono lacerate,
Le carni penzolarono!
I colli furono strangolati,
Le lingue si tesero!
I crani furono spaccati,
Le orbite penzolarono!
Le gambe furono spezzate,
Le dita furono schiacciate!
I ventri vennero aperti,
Le viscere furono trascinate!
Gli uomini vennero castrati,
Gli alberi abbattuti!
I lamenti risuonano,
Il sangue scorre!

La morte

Ma i barracuda, i feroci barracuda
Instancabilmente accerchiavano
Attaccando e mordendo.
I tuoi pesci dalle lunghe gambe Papara.
Hanno accerchiato,
I feroci barracuda, ancora, hanno accerchiato…
Non lasciando alla fine che del sangue!

I feroci barracuda sono rientrati adesso!
Sazi dei pesci dalle lunghe gambe!

La conchiglia celeste tace,
Il tappeto, la terra tace,
L’oceano tace,
Del silenzio della morte…

Oio canta
Oio degli dèi
Oio messaggero
Vola Oio
Ai campi di battaglia
Volano le anime
A Tataa [luogo da cui le anime dei defunti spiccavano il volo)

La coscienza

Il tuo fiume Taharuu
Arrossato di sangue
Ed i corpi di Papara a Oro Hua Rea
È scoperto, denudato, nudo,
Sotto il calore di Ra [il sole]
nudo per la lussuria immonda,

Lo so
La lussuria,
La bassezza,
Sono le ragioni
Le sole ragioni
Che hanno annientato Papara!

Papara, Papara
Il sole s’è inclinato sul brusio?
s’è inclinato?

L’agonia

Purea sostiene Te Faara in agonia
Purea rabbrividendo, tremava
Era ispirata dagli dèi
Quando la sua caviglia venne tirata…

Era un guerriero in un lago di sangue
Disteso…
Un giovane in attesa del poi, della morte…
Null’altro che un bambino terrorizzato…
Una mano supplicava sua madre…

Allora la donna capo si inginocchia
In questo momento, non era che una madre
A dispetto del sangue
Prese questo bambino nelle sue braccia
Gli accarezza il viso
Gli asciuga questa lacrima
Questa lacrima che gli scivolava sulla guancia
Annusa questa pelle

Gli mormora:
O unico,
Mio bambino,
Il sangue che cola,
non cola invano!
È colato per te Papara
Perché la tua storia, la tua esistenza
Non venga inghiottita dall’oblio.

O unico,
Mio bambino,
Trattengo il tuo respiro
Perché il tuo sangue nutra la terra!

Il respiro sfugge
L’ultimo respiro del guerriero…

La madre
Questa madre
Chiude questi occhi
Gli occhi del bambino…

Il cielo taceva ancora
La terra taceva ancora
L’oceano taceva ancora
Fino a quando Purea non si alza
E se ne va…

Apu a Toto – Torrente di sangue

Il torrente di sangue cola dalle mani
Sangue del legame di sangue [affiliazione]
Il torrente di sangue cola dalle mani
Dalle mani crudeli di Purea
Il tuo sangue Papara.

Amo, Purea, Tati, Opuhara…

Il torrente di sangue cola dalle mani
Ma proclama la tua storia, la tua vita Papara
Il torrente di sangue scorre dalle mani
Papara, non dimenticare!

Amo, Purea, Tati, Opuhara…

Te hono a toto – Il legame di sangue

Tac, tac, tac…
Rimbalza, rimbalza, il sangue rimbalza…
Sangue, sangue, legame di sangue…
Legame del tempo, tempo del legame…
Tempo della memoria…
Memoria,  memoria…
Del legame di sangue…

Toakura a Papara

Le nuvole coronano di rosso
Il picco della montagna Tamaiti
Toakura è a Papara
Per intrecciare il legame di sangue.
Come dei cinghiali, Toakura si precipita
Nella vallata di Taharuu
Alla ricerca della sorgente di vita
Alla ricerca della sorgente della sua memoria.
Si unge di questa acqua chiara,
Segue la foglia di fau
[antico nome del purau, l’ibisco selvatico]
Fino alla foce,
Fino alla sabbia della Taharuu.
Le correnti della laguna le tireranno
Alla punta di Manomano
Al marae di Mahaiatea

Memoria

Le onde dell’abbandono si romperanno ancora
Alla foce della Taharuu
La sabbia scivolerà ancora verso il canale
L’uomo, granello di sabbia, scivolerà verso l’oblio
Ma lo zoccolo di corallo non si sposterà
La tua esistenza, la storia Papara ritornerà

Il vento che affascina sradicherà ancora
La saggezza originale della terra
Il folle ritornerà ancora all’altare degli dèi
Il gaudente invertirà l’ordine
Ma lo zoccolo originale non si incrinerà
Il sole si alzerà ancora su questo zoccolo.

Il tempo continuerà la sua corsa
Ra il sole ad alzarsi
Ed i fiori bianchi a brillare al cielo
Ma la terra resterà
Lo zoccolo resterà
Tu resterai
Papara!

Tu resterai
Papara la freschezza!
Tu resterai Papara

 

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