Heiva 2018, l’ottava serata

Filed in Polinesia in diretta, polinesiani by del 20/07/2018
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Ottava e ultima serata della Heiva I Tahiti. In scena per il canto Tamari’i Papeari e Tamari’i Mataiea, entrambi in categoria Tārava Tahiti. Per la danza Tahiti Hura in categoria Hura Ava Tau, amatori e l’atteso gruppo Nuna’a e hau in categoria Hura Ava Tau, professionisti.

1 TAHITI HURA – Categoria Hura Ava Tau, amatori.
’O vai ’oe e Rā’iatea?
Cosa significa Rā’iatea?

Attraverso il suo tema il gruppo, formato per la maggior parte da artisti originari di Ra’iatea, vuole rendere omaggio a coloro che ci hanno dato la vita, i nostri genitori senza i quali non saremmo al mondo. Omaggiano l’isola sacra che ha dato loro i natali e li ha visti crescere. Gran bella prestazione, li ritroveremo sicuramente sul podio. Bravi e infaticabili i ballerini, in particolar modo i protagonisti della storia, entrambi in gara per il concorso di migliore ballerino, brava la giovane ’ōrero (oratrice) che conclude lo spettacolo con il suo discorso.
Qualche tempo dopo il diluvio causato dal dio Ruahatu che aveva devastato tutta l’isola di Hava’i, i sopravvissuti poterono tornare nelle loro case e riprendere a coltivare le loro terre; col tempo l’isola ritrovò lo splendore di una volta.
Sull’isola di Tahiti, nel villaggio di Papara viveva un guerriero del nome Atea, la sua reputazione aveva fatto il giro dell’isola, bastava che chiedesse per ottenere qualsiasi cosa, ma gli mancava l’amore. Un giorno sentì parlare di Ra’i, la principessa del villaggio di Opoa nell’isola di Hava’i, di lei si diceva che potesse addolcire qualsiasi cuore: la sua bellezza era tale che tutti gli uomini dell’isola erano ai suoi piedi. Era diretta discendente della regina Airaro, eterno amore del dio Ruahatu.
Atea decide di andare a conoscerla: gli abitanti del villaggio preparano con buonumore una grande quantità di viveri per il viaggio e, come regali, tuberi, banane, manghi, pesci, selvaggina di cui seccare la carne, vestiti da cerimonia in tapa (tessuto ricavato battendo la corteggia interna di quattro alberi). Prima di partire in mare bisogna domandare la benedizione degli dèi, tutto il villaggio si riunisce e invoca Ruahatu, dio dell’oceano, e Hina, dea della luna che con il suo chiarore guida i viaggiatori nelle notti.
Il momento della partenza arriva, una brezza leggera spinge le imbarcazioni, il cielo è rischiarato dalla luna e dalle stelle. Qualche giorno più tardi la piroga di Atea accosta alla spiaggia di Opoa, vicino al marae Taputapuatea; la conchiglia e i tamburi risuonano, segno dell’arrivo di un personaggio di alto rango. Tutti accorrono in spiaggia e accolgono i viaggiatori con gioia, sapendo quanto la traversata sia difficile. Atea e Ra’i si innamorano al primo sguardo.
Il guerriero scende dalla sua piroga e si prosterna davanti alla bellezza della principessa. Per conquistarla, danza al suono del pahu e del to’ere (tamburi polinesiani), la principessa non resta insensibile al suo fascino, domanda alle sue tapairu (ancelle) di accompagnarli al villaggio per festeggiarlo. Quando arrivavano dei viaggiatori provenienti da te ao uri (est) o da te ao tea (ovest) erano ricevuti con una particolare danza tradizionale. Durante la festa il guerriero si dichiara: “Sono venuto per cercare una sposa e penso di averla trovata qui a Opoa, principessa Ra’i, sei tu quella che desidero!”
Lei risponde con un enorme sorriso e tutti si danno da fare per organizzare la cerimonia nuziale. Viene costruito il loro futuro alloggio.
Il matrimonio si festeggia con un banchetto pantagruelico, tutti gli abitanti si vestono di giallo in onore del sole, augurandosi che possa risplendere per tutta la vita della giovane coppia. Nella notte stellata la principessa Ra’i viene deflorata dal vigoroso Atea.
Qualche tempo dopo scopre di essere incinta, una grande gioia avvolge la coppia e il villaggio di Opoa, ma una brutta nuova turba il momento: Papara ha bisogno del suo guerriero, durante la sua assenza parecchie tribù stanno tentando di attaccarli. Ra’i accetta con grande tristezza la partenza dell’amato.
Il guerriero chiede alla moglie di chiamare il bambino che metterà al mondo Ra’inuiatea se sarà una femmina, Atea se sarà un maschio.
Atea parte con qualche uomo, senza doni, sa bene che a Tahiti lo attende la guerra.
La gravidanza termina con tristezza, ma il momento della nascita arriva e si sente il primo vagito: è una bambina. Fedele alla promessa, Ra’i la nomina Ra’inuiatea. La piccola diventa la stella che brilla nel villaggio, ha ereditato la bellezza della madre e l’intelligenza del padre. Arrivata all’età della ragione, riunisce tutti i capi dell’isola sul grande marae Taputapuatea e, nel corso di una grande cerimonia, chiede loro il consenso per cambiare il nome dell’isola da “Hava’i” a “Ra’iatea”, in onore di sua madre, regina del villaggio di Opoa e di suo padre, grande guerriero. Colpiti dalla determinazione della fanciulla, i capi si inchinano e accettano.

 

 

2 TAMARI’I MATAIEA – Categoria Tārava Tahiti
Te moua ra o Teraiamano o tei vehi hia i te remu ura
La cima della montagna Teraiamano coperta da alghe rosse

Gruppo del distretto di Mataiea, detta la collerica. Il giovane ra’atira (direttore del coro) è pieno di energia.
La cima della montagna Teraiamano è coperta da alghe rosse, come le macchie di Ahu’ura al momento della nascita dell’anguilla chiamata Fa’arava’ianu’u, eroe del lago Puraria, oggi conosciuto come Vaihiria. Vicino al lago, che fornisce acqua a tutta l’isola di Tahiti, si erge la montagna Tetufera, chiamata anche “la caduta di Ahu’ura”. Quando i turisti visitano la zona, una leggera pioggia avverte del loro arrivo, l’eroe si copre di nebbia per nascondersi.

 


 

Per fare vedere quanti siano i partecipanti di una corale, ecco questa simpatica uscita del gruppo Tamari’i Mataiea, con tanto di strumenti in coda.

 


 

3 TAMARI’I PAPEARI
Te tere hopea o Fa’arava’ianu’u
L’ultimo viaggio di Fa’arava’ianu’u

Gruppo del villaggio di Papeari, dove è da poco stato inaugurato il nuovo carcere, sull’isola di Tahiti. Hanno portato in scena una vasca con dentro l’anguilla e un maialino appena ucciso… Due figuranti interpretavano Teipo e Maui, girando intorno al coro, ma in maniera un po’ fiacca.

La fama di Maui si era diffusa per Vaiuriri, la bella Teipo-te-marama desiderava tanto incontrarlo. Batté i suoi maiali a morte per nutrire la sua amata anguilla Fa’arava’ianu’u che, dopo il lauto pranzo, si addormentò satolla sulla riva del fiume. Teipo ne approfittò e si incamminò per incontrare l’eroe, come lo vide un amore profondo nacque fra i due. La donna gli raccontò le difficoltà del suo viaggio.
Quando Fa’arava’ianu’u si svegliò, ancora un po’ confuso, non trovò più Teipo. Si lasciò scivolare fino al canale di Rautirare di Papara-Afa’ahiti, e dal mare verso l’interno dell’isola, dove di solito era Teipo. Vide allora la sua bella insieme a Maui, dio del sole, grande eroe della penisola di Tahiti. Quando Maui e Teipo si univano, la forza del loro amore era così grande da provocare un’eclissi. Fa’arava’ianu’u si lasciò scivolare verso il canale di Vairao, struggendosi per la sua amata. Lo stretto canale venne allargato a causa dell’anguilla e prese nome Tapuvairaha. Fa’arava’ianu’u dal centro del canale la invocò: “Non abbandonarmi! Il mio amore per te sarà eterno!”

 

 

4 Nuna’a E Hau – Categoria Hura Tau, professionisti
Māmā Fenua
La terra madre

Gruppo del comune indipendentista Faa’a. Lo scorso anno, alla sua prima apparizione, ha vinto la Heiva in categoria Hura Ava Tau, amatori, passando immediatamente in Hura Tau, professionisti. Nel gruppo balla Moon, insegnante al conservatorio.
Il messaggio politico passa insieme all’entusiasmo messo dalla massa di giovani nel ballare in questo gruppo, che sta diventando un simbolo, insieme al loro grido tipico. Molte le trovate sceniche, dal salire in mezzo al pubblico per coinvolgerlo, al fare esplodere una bomba di borotalco. Saranno loro i vincitori?
Il testo è stato costruito sulle frasi di Turo a Raapoto, intellettuale polinesiano, primo a trovare un codice di accenti per scrivere il reo mā’ohi, fiero sostenitore di usi e costumi della sua razza.
Un tempo si viveva in armonia con la natura, poi ci si è allontanati dalla terra, molti hanno abbandonato le isole seguendo vane promesse, altri sono restati trascurandola. Davanti a tutti questi cambiamenti, la bella Terehē ha un malore e sprofonda in un sonno profondo, sogna un mondo nuovo, piacevole, ma il sogno resta un sogno e quando apre gli occhi ricorda cosa sia successo prima di addormentarsi: le esplosioni hanno ferito la terra e la profondità del mare. Gli uomini si lamentano dell’inquinamento.

Il riferimento alle 193 esplosioni atomiche avvenute negli atolli di Moururoa e Fantataufa per trenta lunghi anni, l’ultimo nel 1996 è più che tangibile.

Pā’ō’ā
O vai ta tātou e fa’ateniteni

Te metua fa’atupu ora
No to na hāmani maita’i
No to na hāmani maita’i
Reva, reva

Tei fa’atupu i te hau
Te tai, te tai
Te tai, e

O vai tā tātou e fa’ateniteni nei
Te tumu o te ohi e
Te mātou no i te hau
Te mātou no i te hau
Te tai, te tai

O vai tā tātou e fa’ateniteni nei
Te tumu o te ohi e
I ti’a e i mā tātou
I ti’a e i mā tātou
Tō te aru e

Pā’ō’ā
Portiamola in gloria

Fai germogliare la vita sulla terra
Costruisci il bene
Costruisci il bene
Instancabilmente

Fai germogliare la pace
Fallo, fallo
Facciamolo

Facciamola germogliare noi
La radice di questo virgulto
Noi per la pace
Noi per la pace
Fallo, fallo

Facciamola germogliare noi
La radice di questo virgulto
Noi dal dorso puro
Noi dal dorso puro
Lottiamo e esultiamo

Hivināu
Fa’ateniteni ia ’oe

Fa’ateniteni ia ’oe
Hau e, metua no te hau e
Na ’oe mātou i fa’ati’a e
Na ’oe mātou i tāmā e

Hivināu
Portiamola in gloria

Portiamola in gloria
Pace, madre terra di pace
Siamone i partigiani
Purifichiamola

’Aparima
Māmā fenua

Ia pepe e ia rere te mau manu o te aru
Te here fenua
Ia pātītī to te moana nui
A hui e, a hui a
E mata’i muri, e mata’i mua, e mata’i no te hau
Ia mahuta te mau no’ano’a o te mau tiare rau
O māmā fenua, o māmā fenua,

Rere mai rere atu
Tau mai, oha atu
Huri mai, aro atu
’Ori mai, ’ori atu
Ia ra’a te hana o te tumu
O te tumu

’Aparima
Madre terra

Vola uccello della foresta
Amore della terra
Agitati grande oceano
Batti, batti
Il vento dietro, il vento davanti, il vento della pace
Spandi i profumi, fai crescere una moltitudine di fiori
O madre terra, o madre terra

Vola qui, vola là
È il tempo di inchinarsi verso
Il cambiamento, volgiti là
Balla qui, balla là
Consacra la gloria delle tue origini
Delle tue origini

’Aparima vahine
Tō moe e Terehē

Ua au to moe Terehē iti e
’Afai-roa-hia to tino i te ra’i hitu
Tāheia i te ’ana’ana o te mau feti’a rau
I te tāhiri maeva o te mau rau rā’au

Moetai, moevai, moetū, moemoeā

Ta’u here e Terehē e
I te aroha e

Ara mai i to moe
E te ’aito vahine

’Aparima donne
Il sogno di Terehē

La piccola Terehē viene avvinta da un sogno
Che porta il suo corpo fino nel settimo cielo
La porta nella moltitudine di stelle brillanti
Una brezza le da il benvenuto in questo mondo magico

Sogno del mare, sogno dell’acqua, sogno divino, sogno

Il mio amore o Terehē
La pace

La via del sogno
Della donna guerriera

’Aparima
A ho’i mai rā

Tō ’oe huru, tō ’oe hoho’a,
Tō ’oe reo Mā’ohi
Tō ’oe purotu, Tō ’oe pūai,
Tō pa’ari Mā’ohi
No tō ’u fenua, tō ’u metua vahine
No tō ’u fenua, tō ’u metua vahine
Mai te ra’i vavae noa
Te rima tara o fenua
I te reo pīna’īna’ī e ho’i mai e ta’ū tama

Ho’i mai i te puna o te ora nei

’Aparima
Ritorna adesso

La tua razza, la tua immagine
La tua lingua Mā’ohi
La tua bellezza, la tua forza
La tua solidità
La devi alla tua terra, tua madre
La devi alla tua terra, tua madre

Possa il cielo farti trovare la strada
Indicarti la terra con la punta della mano
La parola risuona, ritorna veloce ragazzo
Ritorna alla fertilità, a questa vita

’Aparima
Tahiti’a mai

Tahitia mai i te ’upu
Mai te ’ōpū atu Terehē
Nūna’a e hau o Mā’ohi nui nei
Tahiti’a mai

’Aparima
Sii misericordioso

Sii misericordioso, ti prego
Sii sensibile come Terehē
Popolo di pace, grande popolo Mā’ohi
Sii misericordioso

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