La lingua catalana e internet

La globalizzazione, l’unificazione europea e i crescenti spostamenti di masse di popolazione hanno finito paradossalmente con il rafforzare le identità delle comunità locali, che ormai identificano sempre più nelle loro lingue e origini storiche la concreta possibilità di resistere al fenomeno dell’omologazione imposta a livello politico ed economico. Parallelamente, si è accresciuto l’interesse per i gruppi minoritari che stanno imponendo cambiamenti notevoli sulla scena internazionale.
La lingua catalana, con la morte di Franco e con lo Statuto di Autonomia previsto dalla nuova Costituzione spagnola del 1978, ha avuto la possibilità di rinascere dopo un lungo periodo di censura. Il catalano è oggi la lingua coufficiale di ben tre comunità autonome della Spagna e l’unica lingua ufficiale dello Stato di Andorra. Esso è parlato anche al di fuori dei confini nazionali e viene insegnato in 162 università e centri linguistico-culturali in tutto il mondo; esistono più di 20 canali televisivi, 100 canali radio, 30 quotidiani e 150 riviste in lingua catalana.
Ma come si sta evolvendo il catalano nell’èra di Internet? Come sta fronteggiando il fenomeno della globalizzazione? In che modo si sta adeguando alle nuove tecnologie in rapida evoluzione? Una lingua minoritaria ha la possibilità di svilupparsi e di diffondersi grazie al web? La rete può essere un limite ovvero un’opportunità? Forse può sorprendere, ma il catalano è oggi l’ottava lingua più utilizzata in internet, la ventiseiesima del mondo per numero di pagine web e la diciannovesima più usata su Twitter; ed esiste una versione catalana di Facebook, di applicazioni come WhatsApp e di store internazionali come Amazon Kindle, AppStore e Google Play.
Proviamo allora ad analizzare le principali iniziative che hanno permesso e stanno permettendo alla cultura catalana di utilizzare la propria lingua in tutti gli àmbiti (sociale, politico, culturale ed economico) grazie alla diffusione della llengua própria sul web.

Lingua d’Europa

Il rispetto delle diversità linguistiche e culturali costituisce un principio basilare dell’Unione Europea: riconosciuto dall’articolo 22 della Carta dei diritti fondamentali, che afferma che l’Unione rispetta la diversità culturale, religiosa e linguistica, esso rappresenta un principio di grande importanza all’interno delle istituzioni. Le lingue regionali e minoritarie costituiscono un’enorme fonte di ricchezza culturale e, in numerose occasioni, il Parlamento europeo e il Comitato delle regioni si sono pronunciati sulla loro importanza.
Un esempio di iniziativa di alto livello è “Català, llengua d’Europa”, esposizione itinerante organizzata dalla Generalitat de Catalunya e presentata al Parlamento europeo il 22 aprile 2013, per rammentare e riaffermare le dimensioni e il prestigio della lingua catalana. La mostra è stata elaborata con il contributo della Direcció General de Política Lingüística del Departament de Cultura. L’esposizione mostra il catalano quale lingua europea moderna e aperta al mondo, in constante dialogo con le altre parlate, proponendo dati e immagini in sette àmbiti tematici differenti:

  • Catalano, lingua d’Europa
  • Catalano, lingua di insegnamento
  • Catalano, lingua dei mezzi di comunicazione
  • Catalano, lingua di cultura
  • Catalano, lingua del commercio e dell’impresa
  • Catalano, lingua digitale
  • Catalano, lingua dello sport

L’esposizione “Català, llengua d’Europa” si rivolge a tutti coloro che vogliano sapere di più circa la diffusione e la forza del catalano nella nostra società e nel quadro europeo: si tratta della nona lingua dell’Unione Europea, con più parlanti dello svedese, del danese, del finlandese, del greco, del ceco e dell’ungherese. Esiste inoltre una versione interattiva della mostra, direttamente scaricabile dal sito della Generalitat. Questa non è che una delle iniziative che mirano a elevare il catalano a lingua contemporanea, pienamente inserita nell’attuale quadro delle lingue europee.

Macro e micro lingue in internet

Secondo un articolo pubblicato sull’“Huffington Post” nel giugno 2014, “quanto più Internet diventa globale, tanto più le lingue sono importanti”. Quando Facebook ha lanciato la piattaforma in francese, il suo numero di utenti è salito da 1,4 a 2,4 milioni in tre mesi. Dopo il lancio in italiano, il numero di utenti in Italia è passato da 375.000 a 933.000 in quattro mesi. Tali dati ci segnalano che le lingue offerte sono un fattore indispensabile alle aziende per raggiungere la stessa percentuale di potenziali clienti. Le aziende che offrono contenuti in più lingue costruiscono e mantengono un vantaggio strategico rispetto ai loro concorrenti nella corsa ai clienti globali, proprio come hanno fatto Google, Microsoft e Facebook.
Dati recenti della piattaforma Internet World Stats mostrano che di oltre 3 miliardi di utenti Internet stimati nel 2015, il 78,2% parla una delle 10 macrolingue (inglese, cinese, spagnolo, arabo, portoghese, giapponese, russo, malese, francese, e tedesco), mentre il 21,8% parla una delle rimanenti 6.500 lingue e microlingue del mondo. In questa prospettiva, le parlate meno comuni potrebbero non sembrare così importanti se prese singolarmente, ma collettivamente rappresentano un forte interesse economico.

lingua catalana e internet - lingue-web-2015

La Top Ten delle lingue usate in internet, in milioni di individui. Fonte: Internet World Stats.

Gran parte della futura crescita verrà da Cina e India. La Cina possiede infatti 292 lingue viventi, molte delle quali hanno milioni di parlanti nativi. Nel 2013 Microsoft ha annunciato il rilascio di Windows 8 in una lingua che per molti risulta essere una scelta sorprendente, il cherokee. Solo un decennio fa, secondo la “Harvard Business Review”, questo idioma nativo americano non contava parlanti sotto i 40 anni. Oggi ha una base di circa 16.000 persone.
Aziende come Microsoft e Google si preoccupano quindi sempre più delle lingue meno comuni, ma non per puro altruismo. Se si desidera mantenere lo status di leader del mercato, uno degli obiettivi più importanti è sviluppare il mercato stesso. Questo implica non solo di vendere un prodotto o un servizio in un nuovo mercato in cui già esiste una domanda, ma anche di creare le condizioni che consentano innanzi tutto alla domanda stessa di emergere. Una condizione è proprio l’offerta di prodotti e servizi alle persone in una lingua che essi identificano come “propria”.
Il volume medio di contenuti tradotti è cresciuto quasi del 90% nel 2014; il 50% delle aziende ha tradotto le proprie offerte in almeno sei lingue (il doppio rispetto all’anno precedente); un quarto ha tradotto le proprie offerte in 15 o più lingue, e alcune aziende traducono in ben 60 lingue. Un altro dato di rilievo è che Google supporta oggi ben 71 lingue; il suo servizio di posta elettronica GMail è disponibile anche in catalano dal 2005, in basco dal 2009 e in galiziano dal 2014. Google ha infatti riconosciuto che ogni lingua ha le proprie sfumature e ha quindi deciso di lavorare con traduttori esperti in tutto il mondo.
Non stupisce dunque che oggi sistemi operativi come Windows, Ubuntu, iOS, Android, OS X e Lion siano disponibili anche in lingua catalana. Anche YouTube, Blogger e Windows Live, che sono tra i siti più visitati al mondo, dispongono di una versione in catalano. Anche questo è un segnale importante del riconoscimento dell’importanza di questa lingua e della sua portata globale. La predetta innovazione permette di raggiungere rapidamente e in maniera diretta una cultura che si sta progressivamente adeguando alle nuove tendenze globali e una fetta di mercato potenzialmente molto importante.
Secondo Luis Collado, responsabile di Google Books e Google News per la Spagna e il Portogallo, la lingua catalana è tra le 15 lingue più attive al mondo sul web e la sua diffusione va oltre i confini del suo dominio linguistico. L’associazione WICCAC (Webmàsters Independents en Català de Cultura i d’Àmbits Cívics), che riunisce webmaster catalani che hanno creato i loro siti web in questa lingua, pubblica un barometro mensile sul suo uso in Internet. Viene aggiornato attraverso indagini sui siti web di aziende e di organizzazioni situate in Catalogna o in altri luoghi dove si parla la lingua. L’indagine comprende anche siti di aziende e organizzazioni poste al di fuori del “territorio linguistico”, ma che offrono i loro prodotti e servizi in catalano. L’ultimo aggiornamento (febbraio 2016) mostra che la percentuale complessiva dell’uso del catalano è del 64.23% (medio). Questa percentuale si è evoluta lentamente ma costantemente fin dal primo barometro dell’agosto 2002 (40.71%).logo-fundacio-footer La presenza e la diffusione del catalano sul web sono dovute, in primo luogo, alla politica delle istituzioni pubbliche che promuovono la standardizzazione dell’uso della lingua su Internet e, in secondo luogo, alle iniziative dei privati e delle organizzazioni impegnate a promuovere la loro lingua e la loro cultura. Queste iniziative hanno fatto sì che il catalano sia tra le parlate più attive sul web. Attualmente, per esempio, Wikipedia in catalano (la cui prima edizione è stata lanciata il 16 marzo 2001) contiene 431.755 articoli ed è al 13° posto per numero di articoli. Un evento collegato alla presenza della lingua catalana su Wikipedia è certamente “La nit de la llengua al món digital” – organizzato dalla Direzione Generale per la Politica Linguistica (DGPL) del ministero della Cultura in collaborazione con la Wikimedia Fabrik – svoltosi il 3 ottobre 2014 dalle ore 18 alle ore 24. L’evento, a cadenza annuale, mira a promuovere il prestigio del catalano nel mondo digitale, mantenendo il formato della viquimarató, ovvero un’azione di editing intensivo di Wikipedia. 1)
Anche la Fondazione Navega en Català rappresenta un esempio di azione volta a rafforzare la presenza della lingua catalana sul web. Essa ha infatti lanciato una campagna per promuovere la navigazione in internet aiutando gli utenti a configurare il proprio browser per renderle il catalano la lingua predefinita.
Un’altra iniziativa di rilievo parte dalla Fondazione puntCAT allo scopo di promuovere attività legate alla gestione e promozione del dominio .cat, intraprendere azioni per diffonderne l’uso nella comunità catalanofona, reinvestire i profitti dell’operazione per assicurare la continuità e la vitalità dei domini, promuovere l’uso della lingua nel mondo della rete e dell’informatione. La registrazione dei domini di primo livello .cat è stata approvata dalla Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN) il 16 settembre 2005. Nel dicembre 2015 esistevano già 96.500 siti web con estensione .cat.

Il lessico tecnologico in lingua catalana

In una simile prospettiva di evoluzione e diffusione del catalano in tutti gli àmbiti della tecnologia multimediale, non possiamo dimenticare che la lingua necessita anche di un adeguamento ai nuovi campi del sapere. In particolare, il lessico tecnologico è dominato ovunque dalla lingua inglese, ed ecco la funzione dell’apposito centro di terminologia Termcat, che si occupa di normalizzare i vocaboli catalani nei settori specializzati e nella società in generale, attraverso la continua elaborazione linguistica con l’aiuto di esperti e utenti. Uno studio interessantissimo condotto dal Termcat riguarda la nomenclatura dei gesti tattili, ossia i movimenti che si eseguono durante la navigazione su dispositivi mobili e tablet. La ricerca ha coinvolto circa 700 utenti tramite un sondaggio online che proponeva alternative in catalano ai gesti più comuni. Ai partecipanti sono stati sottoposti dieci casi terminologici. Si tratta dell forme inglesi tap (premere), double tap (premere due volte), drag (trascinare), swipe (sfiorare), scroll (scorrere), pinch (pizzicare), spread (diffondere), press (stampare), rotate (ruotare), pan (scorrere). Per rispondere al sondaggio non è stato necessario registrarsi, né è stato richiesto di rispondere obbligatoriamente a tutte e 10 le domande. Si è infatti considerato che un utente potesse non avere un’idea precisa riguardo a un termine, evitando così un’inutile forzatura. Inoltre, è importante sottolineare che molti utenti hanno aggiunto altre proposte alle alternative fornite per ogni voce. Vediamo nel dettaglio come questi termini sono stati reinterpretati.
1. La prima voce analizzata è tap, corrispondente al gesto di premere brevemente la superficie dello schermo con il dito. La traduzione più votata è stata quella di tocar, con il 36% dei voti, seguita immediatamente da fer un toc e, successivamente, da prémer e pitjar. Fra le altre proposte degli utenti troviamo clicar, tactar, picar, polsar.
2. La variante double tap ha presentato preferenze diverse. Fer un doble toc ha ottenuto il 46% dei voti, mentre tocar dos cops è arrivato al 27% delle preferenze. Successivamente troviamo prémer dos cops e pitjar dos cops. Fer dos clics/doble clic, tocar dues vegades, toc-toc, repicar, sono state le proposte ulteriori degli utenti.
3. Per quanto riguarda il termine drag (spostare un elemento trascinandolo sullo schermo con il dito), il 76% degli utenti ha concordato con la traduzione arrossegar, mentre solo il 19% con desplaçar e solo il 5% con moure. Acompanyar, ditar e lliscar sono le altre proposte.
4. Per la voce swipe – simile a drag, ma con il significato di spostare un elemento trascinandolo orizzontalmente sullo schermo con il dito – la preferenza è andata a passar, che ha superato navegar horizontalment e navegar lateralment. In questo caso, ci sono state anche moltissime proposte, ovvero avançar, desplaçar horitzontalment, fer lliscar, fregar, fullejar, passar de costat, passar el dit, passar horitzontalment, vaivé.
5. Il verbo scroll (spostare un elemento trascinandolo verticalmente sullo schermo con il dito) è stato tradotto di preferenza con desplaçar verticalment, ma quasi altrettanti utenti hanno indicato la stessa traduzione del termine swipe, ovvero passar, seguita da navegar verticalment. Anche in questo caso, moltissime sono state le proposte diverse dalle alternative date, ovvero amunt-avall, arrossegar verticalment, avançar verticalment, baixar i pujar, navegar, lliscar verticalment, passar verticalment, rotllar.
6. Passando al termine pinch (spostare due dita sullo schermo unendole per diminuire la dimensione della visualizzazione), il 58% dei partecipanti ha preferito la traduzione reduir, il 39% pessigar e il 3% disminuir, mentre come proposte ulteriori sono state date empetitir, estretir, fer la pinça, fer més petit, pinçar, tancar amb els dits.
7. Spread rappresenta l’opposto del termine precedente, ovvero spostare due dita sullo schermo unendole per aumentare la dimensione della visualizzazione. Gli utenti hanno indicato ampliar come preferenza principale, seguita da augmentar ed estendre. Eixamplar, engrandir, escampar, espaiar, estirar, expandir, desplegar, fer més gran, pessigar per augmentar, separar, sono state le alternative proposte.
8. Per quanto riguarda press, la maggior preferenza ha riguardato l’alternativa mantenir pressionat (56%), che ha superato mantenir premut e mantenir pitjat. Fra le altre traduzioni possibili, gli utenti hanno proposto fer un clic sostingut, fer un toc llarg, pitjar, prémer, pressionar, tocar una estona.
9. Sul termine rotate, il 71% ha concordato con girar, rispetto alle alternative fer rodar e fer giravoltar, e alle proposte encerclar, fer girar, giravoltar, regirar, rodar, rodolar, rotar, voltar.
10. In ultimo, per il termine pan, che corrisponde a spostare un dito per scoprire un’immagine nascosta, è stata scelta la traduzione fregar (61%) rispetto a netejar e repassar. Anche qui, le proposte sono state diverse: aclarir, destapar, desplaçar, escombrar, fer una panoràmica, garbellar, mostrar e refrescar la imatge.

Il caso TripAdvisor

Abbiamo citato varie piattaforme multimediali di ampia portata che si sono ormai rese conto dell’importanza delle lingue minoritarie. Tra queste non compare ancora TripAdvisor, il portale nato per aiutare i viaggiatori a pianificare le proprie vacanze e per offrire consigli di viaggio affidabili, pubblicati da veri viaggiatori, con ampie funzionalità di ricerca d’informazioni e collegamenti diretti alle prenotazioni.
I siti a marchio TripAdvisor operano in 34 Paesi e rappresentano la più grande community di turisti al mondo, con oltre 260 milioni di visitatori unici ogni mese, 150 milioni e passa di recensioni e opinioni relative a oltre 3,7 milioni di strutture, ristoranti e attrazioni. TripAdvisor comprende anche la divisione TripAdvisor for Business, dedicata a mettere in contatto i professionisti del settore turistico-ricettivo con i milioni di utenti che ogni mese visitano il portale.
Il quotidiano “Ara” ha pubblicato, nel marzo 2013, un articolo su una utente cui TripAdvisor comunicava di non poterle pubblicare un commento in catalano a causa della “mancanza di infrastruttura per processare opinioni in catalano”, esortandola a inviarlo in una delle lingue al momento disponibili. Provando a inserire una recensione in lingua catalana, si è effettivamente constatata questa replica del gruppo di assistenza: “Muchas gracias por escribir una opinión en TripAdvisor. Lamentamos comunicarte que no podemos publicar tu opinión, ya que, por el  momento, no contamos con la infraestructura para poder procesar opiniones en tu idioma, aunque esperamos, eso sí, poder hacerlo en el futuro. Mientras, si lo deseas, puedes enviar tu opinión en uno de los idiomas que por ahora podemos procesar”.
Un utente del servizio ha allora deciso di avviare una petizione sulla piattaforma Change.org per richiedere l’uso del catalano per le opinioni su TripAdvisor. La petizione ha raggiunto 45.879 sostenitori, e leggendo i commenti all’iniziativa si comprende quanto sia forte la richiesta degli utenti catalanofoni delle varie piattaforme online di poter usufruire di tutti i servizi disponibili nella propria lingua.

Un futuro etnodigitale

Il mondo digitale è un terreno ricco di opportunità per il catalano come dimostra il buon posizionamento della lingua in internet, nel mondo dei social network, nei blog e su Wikipedia, ma la sfida fondamentale è che tanto l’offerta quanto il consumo di prodotti digitali in catalano aumentino in corrispondenza delle dimensioni demografiche della lingua. Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) costituiscono un settore strategico per la stessa città di Barcellona e rappresentano uno strumento di promozione per il riconoscimento della capitale catalana da parte delle imprese straniere, un fatto che è dimostrato nell’organizzazione di eventi quali il Mobile World Congress, appuntamento di portata internazionale che si tiene ogni anno nella città. Barcellona è attualmente leader in Europa nell’adozione e nella diffusione delle ICT, rappresentando 2150 aziende del settore, 210 centri tecnologici e di ricerca, con nuove strutture scientifiche di fama internazionale come il Barcelona Supercomputing Center. IBM e Yahoo hanno collocato i loro centri di ricerca e innovazione a Barcellona approfittando della sua posizione e dell’impegno per le nuove tecnologie. Questi dati non possono che presupporre un crescente interesse verso l’utilizzo della lingua catalana.
Possiamo concludere che il bilancio della diffusione di questa lingua è assolutamente positivo e che ci sono diverse ragioni per credere che questi progressi aumenteranno ulteriormente:

  • Esiste un mercato di 10 milioni di persone che parlano catalano
  • I marchi digitali globali e i social network hanno interesse a optare per il catalano per attirare utenti
  • Il catalano è l’ottava lingua al mondo per diffusione in internet e la ventiseiesima del mondo per numero di pagine web
  • I principali sistemi operativi, social network e i siti più visitati al mondo hanno una versione in catalano
  • La diffusione del catalano può contare su un barometro mensile dell’uso della lingua in internet
  • Il catalano è una delle prime lingue di Wikipedia
  • La Catalogna dispone di un proprio dominio internet di primo livello
  • La presenza del catalano sul web può fare affidamento su iniziative collettive come La nit de la llengua al món digital
  • La lingua catalana sta progressivamente adattando il suo lessico alle nuove tecnologie
  • La capitale catalana è una delle più dinamiche nel campo dell’innovazione e delle ICT.

Si può ben concludere che il digitale costituisce la prima grande sfida della lingua catalana e, più in generale, di tutte quelle lingue considerate locali, regionali o minoritarie nell’epoca contemporanea.

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N O T E

1) Una viquimarató è un’attività in cui un gruppo di wikipediani (le persone che collaborano al progetto Wikipedia scrivendone e modificandone le voci) si trovano fisicamente in un luogo, spesso una biblioteca, per espandere un articolo o un problema specifico dell’enciclopedia. È un modo per far crescere un articolo in modo rapido. Gli esperti promuovono una letteratura di qualità, e i wikipediani hanno bisogno soltanto di una connessione a internet.
La prima versione di questo articolo è comparsa sulla “Rivista Italiana di Studi Catalani”, n. 5/2015, pp 133-146.

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