Palestinesi o filistei? Strane storie di etnonimi

Filed in linguistica, paleolinguistica by del 11/11/2016
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Mi sono chiesta: perché qualcuno dovrebbe chiamarsi con un nome che non è in grado di pronunciare? Sappiamo che gli arabi non riescono a pronunciare la P, quindi perché mai alcuni di loro hanno scelto di chiamarsi “palestinesi”? Che significa?
Ho fatto un po’ di ricerche e sono giunta alla conclusione che qualcuno non ce la sta raccontando giusta. Per la via ho scoperto anche alcune cose che mi hanno sconcertata e vorrei condividerle. Siccome di verità ne esiste una sola, è doveroso conoscerla.
Cominciamo con un’analogia. C’è una nazione chiamata Galles. Noi definiamo gallesi i suoi abitanti, ma se lo diciamo a uno di loro ci risponderà: “Io sono kymro, non gallese”. Strano: com’è che chiamiamo qualcuno con un nome che lui stesso non usa? Semplice. La storia ci spiega che il termine welsh, gallesi, gli è stato appiccicato dagli inglesi, contro cui hanno combattuto. Walsh, in inglese antico, vuol dire “straniero”.
Che c’entra con i palestinesi? Ebbene, controllando sull’enciclopedia, sembra che il termine “palestinese” derivi da “filisteo”. Approfondendo, scopriremo che questa parola è di origine ebraica e significa “invasore”.
Perché, allora, qualcuno che intende accusare gli israeliani di invadere la sua terra decide di autodefinirsi con un nome israelita che vuol dire invasore? La risposta è che gli arabi preferiscono adattare la storia piuttosto che imparare da essa. La quale storia, per l’appunto, racconta quanto segue.
I filistei erano greci provenienti da alcune isole del Mediterraneo. È interessante notare che nessuno ricorda quale fosse il loro nome originale, essendo questa nazione scomparsa nelle nebbie della storia. Filistei è l’epiteto affibbiato loro dalle tribù d’Israele già presenti nella regione, che li videro arrivare minacciosi dal mare e li chiamarono dunque “invasori” (plisha in ebraico). Solo chi è già presente in un posto può definire invasore qualcuno che arriva dopo.
Ora chiedo: quale popolo al mondo si autodefinirebbe invasore? E perché lo farebbe? Sarete d’accordo con me che se un gruppo di persone costituisce una nazione, un’etnia, avrebbe un proprio nome e ne farebbe uso, qual è il caso di kymro. Ma la verità è che costoro un nome non ce l’hanno proprio perché non sono un popolo ma soltanto un’organizzazione politica con mire politiche.

cimitero-filisteo

Soltanto di recente, e per la prima volta, è stato scoperto un cimitero filisteo lungo la costa meridionale di Israele. Si tratta dei resti di 211 individui sepolti tra il XI e il VIII secolo a.C. Le sepolture seguono le usanze funerarie tipiche dell’Egeo. Secondo la Bibbia, i filistei giunsero a Canaan da Creta. Il loro esponente più noto è Golia, il guerriero gigante sconfitto dal giovane Davide prima di diventare re.

Riassumendo, siamo all’assurdo. Questi accusano l’israeliano di essere l’invasore della sua propria terra! Senza sapere che si autodefiniscono con un vocabolo ebreo! Vocabolo che non sanno neppure pronunciare. Ecco perché i filopalestinesi di tutto il mondo non capiscono il motivo per cui tutti li chiamano “palestinesi” con la P, mentre i diretti interessati si autodefiniscono “falestinesi” con la F… Solo e soltanto i palestinesi, tra tutti i popoli del mondo, non riescono a pronunciare correttamente il proprio nome! 1)
Altra domanda. La fondazione di Israele risale appena al 1948, dopo che gli ebrei vi fecero ritorno. Dov’erano i palestinesi fino a quel momento? Come mai si sono svegliati soltanto dopo? Dov’erano gli Stati arabi fino al 1967? Avrebbero avuto tutte le possibilità di creare uno Stato palestinese… ma per qualche ragione non l’hanno mai fatto.
Non l’hanno mai fatto perché non ne avevano alcun motivo. Poi salta fuori l’islam che li aizza a conquistare il mondo, ed eccoli balzare in piedi, organizzarsi e decidere che gli serve un nome.
Non fraintendetemi: le suddette conclusioni non intendono giustificare l’oppressione e la deportazione di un qualsiasi gruppo di persone, indipendentemente da come scelgano di chiamarsi. Intendono però affermare che esistono gruppi di persone che si attribuiscono un’identità menzognera, e mentre lo fanno non si comportano come un nemico regolare, ma come uno che ha già in partenza il disprezzo della verità.
Se per esempio un palestinese si facesse avanti per affermare: “È vero, vi stiamo mentendo, ci definiamo Falestinesi, e se fossimo davvero una nazione probabilmente ci ricorderemmo il nostro nome”… se ciò accadesse, anch’io mi farei avanti per aiutarli a trovare la loro vera definizione; ma non succederà, poiché il nostro nemico non ha alcun rispetto per la verità.

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Wafa Sultan, nata a Damasco nel 1958, è una psichiatra siriana che vive e lavora in America. Ha appena pubblicato L’islam, fabrique de désequilibrés?, saggio sugli squilibri mentali provocati dall’indottrinamento coranico.

N O T E

1) Se qualcuno volesse obiettare che “falestinesi” fosse l’originale e siano stati gli ebrei a ricavare da esso il termine “invasori”, basta ricordare che nell’intero panorama linguistico ebraico non esiste un solo vocabolo che inizi per F.

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