I Sardos pro Israele contro il boicottaggio del Technion all’Università di Cagliari

Filed in italia, News, News ed eventi, STATI by del 26/02/2016

Egregio Rettore,

l’Associazione Chenàbura-Sardos pro Israele, componente della Federazione della Associazioni d’amicizia Italia-Israele, intende manifestarLe il proprio disappunto in merito all’iniziativa “Israeli Apartheid week” (IAW) che avrà luogo presso varie Facoltà dell’Università di Cagliari. Primo appuntamento il giorno 29 febbraio 2016 alle ore 17.00, nei i locali della Facoltà di Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche, aula anfiteatro (viale S.Ignazio 74), con tema L’incubo militarista in Sardegna: dalle servitù alla cooperazione col Technion.
Il giorno 1 marzo si svolgerà il secondo appuntamento che avrà luogo presso l’aula 17 della Facoltà di Studi Umanistici con la proiezione di un film dal titolo Infiltrators, che ha come tema principale il “muro” cosiddetto che separa Israele dai territori palestinesi, con un solo punto di vista, senza confronto di opinioni da parte di vari relatori rivelando la matrice puramente politica e ideologica dell’iniziativa. Mercoledì 2 marzo, presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere ex clinica Aresu, alle ore 16,30 si svolgerà l’incontro dal titolo Dalla resistenza dei comitati popolari alla lotta dei prigionieri politici palestinesi, che tratterà il tema con vari interventi, senza controparti o confronto di posizioni.
Giovedì 3 marzo dalle ore 13.00 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia sarà la volta dell’appuntamento che tratterà l’argomento centrale dell’IAW e che noi reputiamo gravissimo per contenuti e per metodo: No alla cooperazione con l’accademia della morte: #Stop Technion, con a seguire pranzo sociale con piatti a offerta libera, vino e birra all’interno dell’atrio della stessa Facoltà. Alle 19.00 si chiuderà il tutto con un’assemblea studentesca sulla cooperazione tra UNICA e Technion.
L’IAW è un appuntamento internazionale che si svolge in varie sedi e città ed è promosso tra gli altri dal BDS, un movimento che ha come scopo il boicottaggio dello Stato di Israele a livello mondiale per le politiche che starebbe attuando nei cosiddetti “territori occupati”, ma che in realtà ne contesta l’esistenza. I nostri associati, che rappresentano una parte dei tantissimi amici d’Israele in Sardegna, non intendono a loro volta boicottare le idee altrui, ma segnalarLe la natura fortemente discriminatoria e assolutamente fuori luogo dell’iniziativa che assume l’antisionismo come forma attuale dell’antisemitismo che purtroppo sta risorgendo in Europa e nel mondo.
L’esperienza e la cronaca europea di fatti crudelissimi che ormai, oltre a prendere di mira lo Stato ebraico d’Israele, unica Democrazia nel vicino Oriente attraversato da guerre e distruzioni disumane, mostrano come e spesso questo antisemitismo mascherato assume la valenza di fiancheggiamento del terrorismo islamista se non proprio una completa adesione partendo dalla ripetizione pedissequa della loro nefasta propaganda e di attacco mortale a semplici cittadini per il sol fatto di essere ebrei. È di pochi giorni la notizia della volontà del governo del Regno Unito di contrastare con una apposita legge ogni manifestazione e azione tendente al boicottaggio d’Israele, in particolare nel sistema educativo e universitario, che si allinea all’azione in questo senso di altri importanti Stati occidentali.

sardos-israeleIl nostro disappunto è anche motivato dal fatto che l’Università si esponga e partecipi con i propri docenti e all’interno delle proprie Facoltà a iniziative che promuovono non l’apertura e il dialogo su questioni importanti del nostro tempo, ma la discriminazione nei confronti di Stati legittimi e di istituti di ricerca come il Technion, tra i primi a livello mondiali nella ricerca a tutto tondo e col quale auspichiamo che l’Università aumenti la collaborazione assieme a tutta la rete dei Centri di ricerca e aziende d’Israele. L’Istituto, frutto di un processo creativo iniziato nel 1908 e inaugurato nel 1925, dando vita a una landa desolata e malarica e che annovera tra i suoi ex rettori Albert Eistein, in accordo con altre importanti università, tra le quali Cagliari e altri istituti di ricerca nel mondo, collabora allo sviluppo e al progresso tecnologico a livello mondiale.
Il fatto da noi contestato, anche perché si svolge in un luogo pubblico, contrasta anche con lo spirito di apertura, confronto e ricerca di soluzioni espresso con la manifestazione organizzata dall’Università cagliaritana dal 6 all’8 settembre 2015 presso la Facoltà di Architettura e col Suo personale interessamento, che ha reso possibile la celebrazione della 4th Annual Conference on Israel Studies dell’European Association of Israel Studies che ha visto la partecipazione di studiosi e ricercatori di tutto il mondo. È opportuno che l’Università entri in merito alle politiche interne di uno Stato mortificandone le eccellenze e promuovendo iniziative politiche che mirano a isolare anziché riavvicinare le parti, cosa che comunque compete a sedi preposte a tale scopo?
Chi ha idee politiche legali di qualsiasi natura esse siano, dovrebbe manifestarle in altri luoghi e sedi, ma non all’interno di un’Università la quale vive e opera grazie al contributo di tutti i cittadini, e non solo di una parte di essi che pretendono in tal modo di prenderla in ostaggio per promuovere idee politiche o, peggio ancora, posizioni personali su questioni estranee alla ricerca e allo studio.
E infine Le esprimiamo la nostra più grande preoccupazione che riguarda l’ingresso sotto mentite spoglie nell’Università dell’antisemitismo a distanza di oltre 75 anni dalle infauste leggi razzistiche fasciste e dalle sue nefaste conseguenze, che videro tanti accademici promotori e favorevoli e pochissimi eroi che vi si opposero perdendo il lavoro e spesso costretti all’emigrazione. Allora, e immaginarlo oggi sembra incredibile, la maggioranza degli studenti e dei professori credeva di essere nel giusto, diffondendo un messaggio non scientifico e non democratico. Ma così non fu.
Cordiali saluti

Mario Carboni, presidente dell’Associazione Chenàbura-Sardos pro Israele

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