Ecco il manifesto di fondazione del Fronte Indio di Liberazione delle Nazioni del Tawantinsuyo, Filinata.

Dalla Cordigliera delle Ande, noi, Quechua, Aymarà e Indios delle Foreste, diffondiamo ai quattro venti del Tawantinsuyo e del Mondo intero il nostro manifesto per informare che si è costituito il Fronte Indio di Liberazione delle Nazioni del Tawantinsuyo, Filinata, frutto storico della lotta dei popoli indios per la loro liberazione e strumento che renderà possibile la liberazione della nostra terra.

Il Fronte Indio di Liberazione delle Nazioni del Tawantinsuyo-Filinata è la continuazione della lunga lotta che i nostri avi hanno cominciato contro gli invasori spagnoli, l’espressione della lotta degli Indios dei campi, delle miniere, delle fabbriche e dei centri di lavoro, delle città e dei centri di studio, contro gli Stati coloniali di oggi, generatori di oppressione, di sfruttamento, di miseria, di alienazione culturale e di discriminazione razziale.

Il Filinata è nato come una necessità attuale per offrire al Movimento Indio del Tawantinsuyo i mezzi adeguati per la conquista della sua liberazione nazionale e l’instaurazione delle istituzioni socio-economiche e giuridiche sue proprie, che garantiscano il libero sviluppo della sua identità culturale. Il Filinata compendia l’esperienza millenaria della lotta dei nostri popoli e esprime unitariamente la recente ricca esperienza della lotta dei Movimenti Indios nel Tawantinsuyo, poiché esso è la risultante della volontà politica di Unità dei popoli espressa dalle loro organizzazioni rappresentative.

Il Filinata è formato da:

Movimento Indio Pedro Vilca Apaza (MIPVA) del Perù, organizzazione indio rappresentativa e generatrice del processo unitario;

Movimento Indio Tupak Katari (MITKA) del Kollasuyo (Bolivia), movimento riconosciuto di prestigio nazionale ed internazionale, e fedele rappresentante della coscienza politica del Kollasuyo;

Popoli indigeni dell’Ecuador, la cui azione nella mobilitazione e nella coscienza politica indiana dell’Eçuador garantisce l’intensità degli obiettivi del nostro Fronte Indio.

A partire da oggi, grazie alla volontà unitaria e fedeli interpreti della base, queste diverse organizzazioni cessano di esistere separatamente e, unite, costituiscono il Fronte Indio di Liberazione delle Nazioni del Tawantinsuyo-Filinata.

Il Filinata annuncia a tutti i nostri fratelli indiani ed a tutti gli uomini e le donne del mondo che lottano per la giustizia e la libertà, che inizia una tappa determinante della lotta dei nostri popoli contro gli oppressori. L’ora è giunta, in cui dalle Ande, alla costa ed alle foreste, la nostra terra sarà finalmente popolata da uomini e da donne liberi. La nostra civiltà non è morta; vive ed attende il momento di svilupparsi senza l’oppressione né la discriminazione, e di poter finalmente instaurare rapporti da pari a pari con le altre culture del mondo. Le abominevoli caratteristiche degli Stati “latini” che ci sfruttano, devono sparire:

– nel Kollasuyo (Bolivia) la speranza di vita dei minatori raggiunge appena il 35° anno di età, nelle campagne diversi governi sterilizzano impunemente le nostre donne;

– in Perù, 100.000 bambini dai 6 ai 14 anni lavorano in fabbrica, nei campi e nelle miniere… e sono tutti bambini indios; 300.000 serve sono sfruttate 24 ore su 24, come donne e come indie, e sono oggetto della violenza sessuale dei loro padroni;

– in Ecuador, la schiavitù esiste tuttora nelle campagne e la discriminazione razziale ferisce e copre di vergogna l’indio della città.

Fratelli, questa situazione non può più durare ancora. Esaltiamo la memoria dei nostri eroi che combatterono l’aggressore “latino”. Tupac Amaru è con noi. Noi siamo le migliaia di Indios che Tupak Katari ha profetizzato prima di morire. Il coraggio di Pedro Vilca Apaza ci accompagna. Facciamo nostro il grido di guerra che l’india Domitila Quispe lanciò nel 1922: «Indios fu il nome sotto il quale ci hanno oppresso; Indio sarà il nome sotto il quale ci libereremo»…

Coloro che hanno negato l’identità dei popoli Quechua, Aymarà e delle Foreste, devono constatare il fallimento delle loro false alternative. L’Indio è in piedi, e lotta per i suoi interessi, con la sua ideologia difendendo la propria cultura. L’avvenire è nostro. Lo conquisteremo con la lotta, per il bene dei nostri figli.

Settembre 1981 In un luogo delle Ande del Tawantinsuyo

Firmato:

Aureliano Turpo Ch. (Mov. Indio Pedro Vilca Apaza)
Constantino Lima (Mov. Indio Tupak Katari)
Marco Barahona (Popoli indigeni)