L’uso di uno smartphone o di un tablet dotato di ricevitore gps rende ormai abbastanza inutile l’acquisto di un navigatore satellitare vero e proprio. Gli schermi dei satellitari dedicati variano tra i 3,5 e i 7 pollici, cioè più o meno come i “mobili”, ma hanno spesso una risoluzione inferiore, senza contare che la loro gamma di impiego è immensamente più ridotta.
Posto che tra tecnologia dello schermo, memoria e capacità di calcolo lo hardware dei mobili è superiore, il loro punto debole sta nella parte software. È infatti necessario procurarsi un programma di navigazione che abbia le seguenti caratteristiche fondamentali:
1) Compatibilità con l’apparecchio – smartphone o tablet – e il suo sistema operativo, comprese le eventuali mod, cioè i firmware non ufficiali sempre più diffusi.
2) Capacità di elaborare correttamente i dati gps e calcolare i percorsi senza errori.
3) Mappe dettagliate del territorio, frequentemente aggiornate per quanto riguarda nuove strade, rotonde, svincoli, sensi di marcia, divieti… e, se possibile, posizione degli autovelox.
3) Un prezzo abbordabile.

Online e offline

Spesso, dimenticando o non prendendo in alcuna considerazione il punto 3), ci si confonde e si finisce per considerare navigatori alcuni programmi che lo sono per modo di dire, come Maps o Waze. Intendiamoci, Maps – analogamente alla sua versione “stanziale” per desktop GoogleMaps – è un software cartografico con il quale si possono studiare itinerari stradali complessi, modificarli e memorizzarli; ma, pur gestendo la propria posizione con il gps, non è in grado di seguire il percorso su una mappa a meno che non riesca a scaricarla pezzo dopo pezzo dal server. Si tratta quindi di un “navigatore online”, buono per andare da un quartiere all’altro di una città, ma abbastanza inutile in campagna o in montagna dove manca quasi sempre la connessione internet.
I navigatori veri e propri, quelli offline, hanno invece parecchie centinaia di megabyte di mappe memorizzate nei dispositivi, e non c’è bisogno di attivare la connessione dati durante il percorso.
Come scegliere l’app giusta? Non siamo in grado di fare un elenco ragionato di navigatori né tantomeno di recensirli, anche perché ciascun viaggiatore ha le sue personali esigenze. Diciamo che validi ce ne saranno una quindicina, alcuni a pagamento, altri gratis, altri con entrambe le versioni (basta digitare “navigatori offline” o “offline navigators” su un motore di ricerca e poi studiarne le caratteristiche).
Una cosa però si può dire: tutti sembrano programmati più per l’utente spicciolo – quello con scarso orientamento che deve farsi portare per mano da qui a là – che per chi vuole pianificare itinerari complessi e modificati in base alle proprie necessità. Basti dire che una delle cose più difficili da fare, a patto che sia contemplata, è calcolare un itinerario tra due punti in anticipo, quando non ci si trova fisicamente presso nessuno dei due. O, peggio, salvare un percorso fatto per usi futuri.
Ecco perché il prossimo passo sarà quello di imparare a creare gli itinerari per conto nostro e poi farli “eseguire” al navigatore.

 

Sygic & C, come farli andare dove vogliamo noi