A volte ritornano… Trascorsi quasi 120 anni dal ritrovamento del pitecantropo – l’Uomo di Giava scoperto da Eugène Dubois nel sito di Trinil – i reperti ambientali portati in Europa dall’antropologo olandese continuano a fornire nuove preziose informazioni. Rianalizzando una serie di conchiglie contenute nei campioni sedimentari, un’equipe di studiosi europei ha notato che alcune di esse portano inequivocabili segni di cesellatura.
La scoperta è importante non per il valore “artigianale” delle incisioni – decisamente rozze – quanto per il disegno a zigzag, cioè intenzionalmente geometrico, che indica una capacità cognitiva da sempre attribuita al solo Homo sapiens. La paleoantropologia ritiene che questa specie sia comparsa 200.000 anni fa (per il momento: la cronologia è inevitabilmente destinata ad allungarsi). I sedimenti indonesiani di Trinil, pur non essendo coevi del Pithecanthropus erectus (datato tra il milione e i 700mila anni), risalgono a un’età compresa tra i 540 e i 430mila anni fa, con la datazione dell’Argo-40. Si tratta quindi di una forma di espressione figurativa attribuibile per la prima volta a Homo erectus.
La ricerca è stata pubblicata su Nature.

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