Lettre a tous le Mohamed, di Ivan Bartowski: la traduzione

Filed in documenti, francia by del 21/07/2019
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Lettre a tous le Mohamed

Ciao, fratello mio Mohamed, o Ali o Karim, Mustapha, Aziz, Omar, Abdul e tutti gli altri tuoi fratelli e sorelle musulmani. Che la pace sia con voi.
Questa lettera è per voi.
Questa è una lettera di amicizia, fraternità e persino amore, perché è l’amore per tutti i miei simili che mi ha ispirato a scrivere.
Voi musulmani vivete in un mondo che noi occidentali non comprendiamo. Dico occidentali e non cristiani, ebrei, buddisti, atei o altri, poiché per noi è irrilevante. Rispettiamo tutti, a prescindere dalle loro convinzioni, per quanto assurde possano sembrarci.
Noi non abbiamo un unico libro che ci dice come dobbiamo compiere ogni gesto in ogni minuto di ogni giorno, a mo’ di infiniti e inutili rituali.
Abbiamo invece milioni di libri.
Alcuni credono in qualche forza soprannaturale, ma non costringono gli altri ad aderire alle loro convinzioni metafisiche, superstiziose e più spesso sterili e infondate.
Da noi, chi non crede in nulla è felice come gli altri e non si riempie la testa con deliri simili.
Io e molti altri, agli dèi, alle divinità o a quel famoso “Dio” unico non crediamo affatto. Non ne abbiamo bisogno e lo rifiutiamo.
Non abbiamo tempo da perdere con roba simile, abbiamo tante cose più utili e importanti da fare.
La vita è troppo breve per perdere tempo con simili sciocchezze.
Noi apparteniamo a una o più società che costituiscono una o più civiltà e culture della Terra, e cerchiamo di rafforzare quei legami che consentono alle nostre civiltà di svilupparsi e consolidarsi attorno a progetti comuni in base a valori di solidarietà e condivisione. Non escludiamo nessuno, chiunque arrivi tra noi desideroso di integrarsi e rispettare le nostre leggi e le nostre usanze è benvenuto. È naturale.
Non desideriamo senza ragione né la morte né la sofferenza degli altri, anche se non fanno parte della nostra civiltà. Al contrario, siamo sempre pronti ad aiutarli.
Naturalmente, nella storia del passato delle nostre civiltà non esistevano soltanto aspetti posiitivi. Ci sono state guerre, rivolte, rivoluzioni che hanno sollevato i nostri antenati gli uni contro gli altri, o contro nemici provenienti dall’esterno.
Ma questi fatti ci hanno anche permesso di progredire, di costruire e consolidare tutto ciò che abbiamo creato. Sono però cose che appartengono al passato.
Ogni civiltà aspira a vivere in pace, poiché la pace è il presupposto affinché una società umana diventi e resti una civiltà.
Così il nostro Paese, la Francia, che ha accolto tanti dei tuoi fratelli, è stato all’origine di molte scoperte e invenzioni in tutti i campi del pensiero, delle scienze, della tecnica, delle arti e della relazione con la terra da cui proveniamo.
Abbiamo anche brillato sul mondo, distribuendo ed esportando le nostre conoscenze in altre contrade che da tali apporti hanno tratto arricchimento.
Non siamo superiori agli altri popoli del mondo, probabilmente siamo stati fortunati a nascere in questa terra generosa che ci ha permesso di dedicarci pienamente a tutte le scienze e allo sviluppo del nostro sapere.
Altre popolazioni non sono state altrettanto fortunate per svariate ragioni: perché le loro terre erano più povere, più ostiche, meno fertili, meno soleggiate, o troppo soleggiate ma meno irrigate, in ogni caso più ostili agli abitanti.
I cosiddetti Paesi “occidentali” sono cresciuti, si sono evoluti e modernizzati, mentre altri non sono stati in grado di farlo.
Per alcuni la vita è facile, per altri è tremendamente difficile. Eppure, tutta la vita è un dono.
La vita è una singolarità nell’universo. La vita è una figlia del caos che il caso è riuscito a organizzare e ordinare. Se siamo qui, è perché condizioni speciali ed eccezionali lo hanno permesso; come il fatto che il nostro pianeta abbia parametri specifici quali la stabilità della sua temperatura media che mantiene i mari e gli oceani allo stato liquido, contenenti innumerevoli sostanze chimiche e oligoelementi che hanno permesso l’emergere della vita nel loro al seno.
La nostra atmosfera protettiva, la nostra attività vulcanica, l’abbondanza di ossigeno e carbonio hanno costruito le basi della vita come la conosciamo oggi.
Ma è anche possibile che corpi celesti, meteoriti provenienti dall’esplosione di antichi pianeti ormai scomparsi, lontanissimi da noi, abbiano attraversato lo spazio intergalattico per lungo tempo, finendo per cadere nei nostri oceani e portandovi forme primitive di vita.
Chi può saperlo? Non abbiamo tutte le risposte.
Ma accettiamo le cose come sono.
Oggi abbiamo una notevole conoscenza e talvolta una grande padronanza dei fatti della scienza, anche se il campo di ciò che non conosciamo è ancora sterminato.
Matematica, fisica, chimica, biologia, medicina, ma anche meccanica, astronomia, elettronica, informatica, conoscenze della terra e scienze della vita…
Abbiamo inventato macchine che hanno reso il lavoro umano meno gravoso e meno pericoloso. Altre macchine per spostarsi, viaggiare ovunque, sempre più velocemente, per terra, sul mare e nell’aria. Abbiamo persino inviato oggetti ed esseri umani nello spazio, attorno alla Terra, attorno alla Luna e sulla Luna.
Sappiamo come curare e sconfiggere innumerevoli malattie che nel passato hanno decimato intere popolazioni durante le grandi epidemie.
E tutto ciò che abbiamo scoperto o inventato noi lo condividiamo con gli altri, e ne approfittate anche voi.
Ci siamo altresì evoluti attraverso il nostro pensiero, la nostra filosofia, le nostre leggi morali e il nostro diritto a un mondo migliore e più illuminato.
Abbiamo abolito la tortura, la schiavitù e la pena di morte, che sono abomini. Abbiamo umanizzato le nostre regole di vita, talvolta arrivando a tollerare cose intollerabili.
È il nostro mondo. È quello che è. Non è perfetto, ma la perfezione è difficile e spesso impossibile da raggiungere. E poi il mondo e gli uomini cambiano, e ciò che era buono ieri potrebbe diventare cattivo oggi, o viceversa.
Nel nostro mondo amiamo vivere in pace, in libertà, rispettando la pace e la libertà degli altri.
Amiamo il nostro Paese, le nostre leggi, la nostra storia, le nostre tradizioni, i nostri costumi.
Da noi uomini e donne hanno gli stessi diritti.
E nessuno ha potere sugli altri, anche se in generale gli uomini hanno una maggiore forza fisica rispetto alle donne. Non è certo un aspetto importante. Sappiamo anche che le nostre donne sono spesso più intelligenti dei nostri uomini, il che non ci crea alcun problema.
Le rispettiamo e le amiamo per questo, fatta eccezione per un manipolo di coglioni maschilisti.
Noi amiamo le nostre donne, le trattiamo con rispetto, cortesia e galanteria. Non abusiamo di loro. Le ascoltiamo, le ammiriamo e le corteggiamo. E quando ci impegniamo con loro e loro con noi, non ci sentiamo in diritto di trattarle con disprezzo o brutalità. Al contrario, le coccoliamo, le aduliamo e offriamo loro tenerezza e dolcezza.
In sostanza, viviamo in società avanzate e civilizzate in cui tutti possono trovare la felicità, in un modo o nell’altro.
Le persone non vengono costrette a fare cose spiacevoli o a praticare culti assurdi per onorare esseri inesistenti.
Ognuno può pensare e credere in ciò che preferisce, purché non lo imponga agli altri.
Certo, il nostro mondo non è perfetto. Ma un mondo perfetto non può esistere poiché gli uomini non sono perfetti.
Il nostro mondo è un compromesso che tende alla qualità sapendo che non raggiungerà mai la perfezione.

E tu, Mohamed, qual è il tuo Paese, la tua società, la tua civiltà, la tua cultura, la tua storia? E cosa hai fatto per il tuo Paese affinché si sviluppi e fiorisca, affinché tu e il tuo popolo possiate vivere in pace con le vostre mogli e i vostri bambini?
Non lo sai? Io invece lo so: n-i-e-n-t-e!
Hai distrutto i tuoi documenti per fingerti un rifugiato in fuga dalla guerra, ma non lo sei. Sei un codardo. E mentre scappi come un vigliacco, sono le donne che hai abbandonato – donne coraggiose e ammirevoli alle cui caviglie manco arrivi – a battersi contro i nemici del tuo Paese, contro orde di barbari invasori che, comunque, appartengono al tuo stesso mondo…
Hai mentito sulle tue origini e sulle vere cause della tua migrazione.
Sei venuto qui per salvare la tua miserabile pelle di inetto, per parassitare il nostro sistema di solidarietà, ma sei stato immediatamente reclutato dai fetenti leader religiosi del tuo mondo che ti spingono verso la jihad, verso terrorismo, furto, stupro, conquista e saccheggio.
Ti dirò, Mohamed, il tuo Paese è il nulla. Non esiste per te. L’hai abbandonato, l’hai tradito, non hai combattuto per esso. Peggio ancora, tu del tuo Paese e della terra dei tuoi antenati ti vergogni.
La tua storia, Mohamed, è la preistoria.
La tua origine, la tua epoca, Mohamed, è il deserto del settimo secolo nella penisola arabica dove tu e i tuoi simili siete rimasti intrappolati immobili per 1400 anni, senza alcuna possibilità di avanzare, evolvervi e diventare popoli moderni.
La tua società – perché non si tratta di una civiltà – è da 1400 anni una società di odio, violenza, guerra e saccheggio.
La tua società non ha mai creato nulla, inventato nulla, scoperto o prodotto nulla. Non ha mai dato niente all’umanità, non ha mai condiviso niente perché non ha mai avuto niente da condividere.
Tutto ciò che possiede la tua società lo ha rubato agli altri durante 14 secoli di guerre di conquista e conquiste perdute, di massacri, stermini e genocidi il cui unico scopo era solo la rapina; quel saccheggio così importante nell’islam da meritare una sura di 75 versi nel tuo manuale dell’odio, la sura 8 Al-Anfal (il bottino). Questa sura è una mostruosità che spiega e giustifica tutti gli orrori, rendendola il pilastro centrale dell’intero islam. Ne rappresenta il cuore. È anche una delle prime 10 sure e quindi una delle più importanti.
No, Mohamed, tu e la tua società non discendete dal lignaggio di Ismaele e ancor meno di Abramo. Voi musulmani arabi siete solo, come noi, discendenti dei nostri innumerevoli antenati comuni della preistoria: l’uomo di Cro-Magnon, l’Homo Erectus, l’Homo Abilis, l’Homo sapiens…
Voi non siete in alcun modo superiori a nessuno, non siete un popolo eletto, né tantomeno immortali ed eterni. Siete umani come tutti gli altri, e la pretesa di apparire qualcosa d’altro vi rende semplicemente ridicoli.
Fareste meglio a studiare le scienze naturali, la storia dell’umanità, l’antropologia, l’archeologia, la geologia, eccetera, invece di nascondervi dietro un libro polveroso che credete pateticamente contenere tutte le risposte a tutte le domande del mondo, mentre tutti sanno che si tratta solamente di un romanzaccio scritto con il sangue di altri uomini dal vostro falso profeta avventuriero e brigante…
Tu che sei venuto a chiederci di aprirti la porta del nostro mondo, Mohamed, forse hai pensato che ne valesse la pena? Ma non è contrario alle tue credenze e alla tua patetica fede?
Un giorno sei arrivato e hai chiesto di vivere con noi.
Perché sei venuto, Mohamed?
Perché hai lasciato la terra dei tuoi antenati per venire qui?
Per fuggire dalla guerra? No.
Non ci sono guerre ovunque.
Perché hai abbandonato la tua famiglia, tua moglie, i tuoi figli tra le rovine per rifugiarti in luoghi di pace rifiutando di affrontare il tuo destino?
Credi forse che questi occidentali che aborrisci e da cui pretendi tutto, tanto sei incapace di vivere senza essere assistito, abbiano ricevuto ciò che possiedono dalla natura senza muovere un dito? Credi che la natura abbia dato loro tutto, che non abbiano ottenuto la giusta ricompensa per il loro lavoro di millenni, da prima ancora che la tua pseudo religione apparisse dalle sabbie del deserto e decidesse, per pigrizia e disprezzo del lavoro, di andarsi a pigliare la roba altrui?
No, amico mio. Gli occidentali, ma anche gli asiatici, gli africani e tutti i Paesi liberi del mondo hanno sempre cercato di vivere in pace e di costruire civiltà che permettessero loro di svilupparsi ed evolversi in tutte le aree del pensiero, delle arti e delle scienze. Ed è grazie al loro lavoro, non agli incantesimi e alle ridicole implorazioni a divinità inventate di sana pianta, che queste genti sono arrivate a essere ciò che sono oggi.
Tu che ti reputi un essere superiore appartenente alla migliore delle comunità e alla migliore delle religioni, credi davvero che tutti quelli che non appartengono alla tua gente, alla tua comunità o alla tua religione siano soltanto ratti, cani, scimmie, porci, asini, indegni di respirare la tua stessa aria?
Eppure la maggior parte di voialtri non sa fare un bel niente, non sa leggere o scrivere, è di un’ignoranza totale.
I tuoi insulti ci spronano a dare un’occhiata più da vicino alle “meraviglie” che sei stato in grado di fare di uno dei tuoi Paesi, uno a caso, dove la Francia aveva fermato la pirateria e le incursioni sulle coste francesi, trasformando quella cloaca pestilenziale e senza nome in un bellissimo territorio ricco e prospero: l’Algeria.
La Francia aveva dato tutto all’Algeria ed era normale che l’Algeria desse anche alla Francia la giusta ricompensa per il suo lavoro. E cosa avete fatto? Avete scacciato la Francia e i francesi, vi siete ritrovati un Paese esangue e in rovina, avete accettato di sottomettervi ai comunisti. Poi avete licenziato i comunisti e vi siete sottomessi agli islamisti. Da allora molti algerini sono fuggiti (per rifugiarsi dai loro vecchi “torturatori”), oppure si sono uccisi a vicenda. Oggi l’Algeria è ancora più a pezzi e non funziona più nulla. È un Paese sull’orlo dell’esplosione.
Non siete stati capaci di combinare nulla laddove avreste tutto. Rendendolo, come minimo, un Paese turistico caldo ed esotico, con lunghe spiagge fiancheggiate da alberghi, ristoranti e casinò, e anche a sud, nel Sahara. Ma neanche questo avete fatto, pur avendo l’esempio dei vicini Marocco e Tunisia.
E avete il coraggio di chiedere la repentance, il “pentimento”…
Siete dei buffoni!
È il momento per gli algerini, se vogliono veramente smettere di aspettare che Allah sia “grande” e di urlare il loro odio per il mondo intero (del quale non possono fare a meno), di rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro per aggiustare quella distesa di rovine in cui hanno ridotto il loro Paese…

Quando arrivate a casa nostra, tu e i tuoi compagni, siete arroganti, irrispettosi, maleducati; voi esigete, siete pieni di rabbia e di odio, volete che vi diamo tutto e subito, senza mai avere niente da dare in cambio. Non sapete dire né per favore né grazie. Ci sputate in faccia ma volete sempre di più. Pretendete che cambiamo la nostra vita, il nostro modo di vivere, la nostra società, le nostre regole, le nostre leggi, i nostri costumi e le nostre tradizioni perché non vi piacciono.
Ma non sta a noi cambiare, amico mio. Sta e te, a voi. L’ospitalità è una delle più antiche tradizioni del mondo, e colui che arriva si mostra umile, gentile, sorridente, pieno di gratitudine e pieno di buona volontà ad accettare di sottomettersi a regole che non conosce. A queste condizioni, chi accoglie lo fa con piacere e gli scambi diventano cordiali, amichevoli e fiduciosi.
Voialtri, quando arrivate, mordete la mano che vi viene tesa. Quindi, Mohamed, amico mio, non ti meravigliare se un giorno gli occidentali vi cacceranno via tutti, per non dire di peggio…

Tu “credi” in molte cose, amico mio.
Ma a proposito, perché credi a tutto ciò che ti hanno ficcato in testa senza mai farti domande?
Fondamentalmente, non hai la minima prova che quanto ti raccontano i tuoi insegnanti sia vero. Non l’hai mai verificato. Non hai mai cercato di sapere se ciò che gli altri pensano o credono, quelli di altre società, di altri popoli, potrebbe essere più vero di quello che ti è stato insegnato sin dalla nascita e che brucia in te come un tizzone ardente che ti rode e ti proibisce ogni pensiero, giudizio e visione da prospettive differenti.
Non ti sembra un insulto sanguinoso, un affronto nei confronti di te stesso, il fatto che ti vietino di pensare, di usare il cervello, di cercare di capire il mondo, costringendoti fin dalla tenera età a imparare litanie fatte di testi assurdi, incomprensibili e sterili?

Tu dici che quelli che non appartengono al tuo mondo sono tutti bugiardi e che solo il tuo mondo detiene la verità.
Ne hai le prove?
Per conoscere la verità, il vero saggio impara per prima cosa a conoscere tutte le forme che la verità può assumere, indipendentemente dalle sue apparenze.
L’uomo saggio studia, ricerca e impara prima di esprimere un giudizio.
Tu invece non sai niente, ignori tutto, e come i bambini piccoli ti permetti di esprimere giudizi netti e definitivi su tutto, perché qualcuno ti ha detto che era la verità e che tu solo sei il vero detentore della verità.

Se esistono le bugie, ti sei mai chiesto se i bugiardi non potrebbero essere quelli che ti hanno trasformato in un bamboccio, insegnandoti quella roba che ti ronza nella testa per renderti uno schiavo?
Dopo tutto, chiunque può essere un bugiardo. La menzogna è talmente comune e diffusa!
E non è stata forse la tua comunità a inventare la famosa takiya, l’arte di mentire?
Secondo te, chi può essere il bugiardo tra chi ti racconta che la terra è piatta e che il sole le gira attorno, e chi afferma che la terra è rotonda e gira intorno al sole?
Chi ti dice che la terra è rotonda è un libero pensatore non condizionato da credenze totalmente assurde, in possesso delle chiavi scientifiche che dimostrano attraverso l’osservazione, la scienza e la matematica (tutte discipline estranee al tuo pensiero) come la terra sia rotonda e ruoti intorno al sole.
Perché nessun essere umano libero, istruito e razionale può negarlo né avanzare la minima dimostrazione del contrario.
In ogni caso, tutte le stelle, i pianeti e i corpi celesti di un certo volume sono naturalmente sferici, in quanto sono le leggi della fisica a determinarlo. Quindi, perché la Terra dovrebbe essere piatta? È stupido, ridicolo e patetico credere e diffondere cose del genere.
Inoltre, perché la tua religione impone assurde credenze ai suoi seguaci? Qual è la ragione? Nessuno lo sa, almeno nel mondo degli uomini liberi e istruiti.
Non capisci che i tuoi padroni ti hanno mentito fin da quando sei nato?
Tuttavia, anche se in forma ancora molto cauta, un certo numero di musulmani un po’ più aperti intellettualmente ammettono che questo modo di presentare la terra e il sole da parte dei vostri capi è assurdo e che gli occidentali hanno ragione. Anche se la paura impedisce loro di affermarlo pubblicamente. Ma anche alcuni accademici musulmani cominciano a parlare. Sanno che tutto ciò è solo una bugia. Menzogne che possono comunque apparire tali a chiunque apra gli occhi, anche se islamico. Menzogne che non sembrano in fondo avere alcuna utilità, se non quella di ingannare te e cercare di convincerti che se gli occidentali hanno teorie diverse è perché sono loro i bugiardi, e quindi i tuoi nemici.

E dunque, se ti stanno mentendo su una cosa, perché non mentirti su altre e, alla fin fine, su tutto quanto? Come dire che tutte le tue fonti di conoscenza musulmana – il Corano, gli Hadith, la Sira, eccetera – non sono che una marea di menzogne.
Ma spetta a te scoprirlo, perché se ti rifiuti di cercare la verità, allora non lo saprai mai. La verità è una ricerca, e la si può trovare soltanto prendendosi la briga di cercarla.

Dici che anch’io sono un bugiardo? Ma impara a pensare da solo, Mohamed. Fa’ uso del tuo cervello e della tua intelligenza, che ti hanno vietato di usare fin dalla nascita. Verifica le cose!
Perché, secondo te, ti stanno tenendo nella più crassa ignoranza di tutto? Semplicemente per ridurti in uno stato di schiavitù mentale e di sottomissione (islam significa letteralmente “sottomissione”) ai tuoi padroni, che sono i leader “religiosi” ma anche e soprattutto politici del tuo mondo.
In tal modo, ti privano dei tuoi diritti naturali di vivere libero e felice, tenendoti prigioniero della paura e appropriandosi di tutte le ricchezze che dovrebbero normalmente toccare a te e ai tuoi simili.

Come puoi credere a tutte queste favole infantili che ti hanno propinato fin da piccolo? Un dio, un paradiso, un inferno, 72 urì sempre vergini (perché? Una vergine non è mai il massimo per un uomo) e una sequela di minacce di punizione una più assurda e idiota dell’altra. Rifletti, Mohamed, rifletti. Tutto ciò non esiste proprio. Il tuo famoso dio vendicativo non è mai esistito. Chi può fare del bene e del male è umano. Nessun dio fa né del bene né del male su questa terra. E voi, voi musulmani, state facendo solo del male con il pretesto che una divinità da quattro soldi ve l’ha ordinato.
Un giorno morirai, come chiunque altro, e non andrai da nessuna parte se non nella fossa dove ti seppelliranno. E il tuo corpo sparirà, mangiato dai vermi e poi appassirà e si decomporrà. Scomparirai e presto sarai dimenticato e nessuno saprà nemmeno che sei esistito. E poi scomparirà l’umanità, la terra cadrà nel sole e il sole alla fine esploderà e la galassia scomparirà e persino l’universo scomparirà.
Niente è eterno, tutto è provvisorio.

Nel tuo mondo ci sono stati anche grandi pensatori come Averroè, Avicenna, Ibn Khaldoun e molti altri. Erano luci di conoscenza, ai loro tempi, e brillavano sul mondo. Ma non farti illusioni: il loro sapere non aveva nulla a che fare con l’islam. Questi uomini si erano abbeverati alla grande scuola del pensiero universale attraverso gli scritti degli antichi studiosi dell’Egitto, della Grecia, di Roma e anche dell’Asia (i quali non avevano nulla da spartire con i vostri leader religiosi e politici che chiamate i “grandi sapienti dell’islam”, ché non esiste saggezza o sapienza nell’islam).
Quei pensatori sapevano di matematica, chimica, biologia, medicina, fisica, astronomia e molte altre discipline scientifiche del loro tempo. Ma pensavano che l’islam fosse un vicolo cieco per gli uomini. E l’islam non li ha apprezzati, poiché non erano più sottomessi e rischiavano di danneggiare i potenti del tempo e i loro interessi molto materiali. Furono perseguitati e talvolta assassinati, a parte quelli che, come Averroè, appartenevano a famiglie ricche e influenti.

Ancora oggi, i tuoi amici terroristi commettono i loro crimini contro l’umanità urlando “Allah u’akbar”, Dio è grande, il grido di guerra dei veri seguaci dell’islam, salvo poi sentirci raccontare che non hanno niente a che fare con l’islam…
Dimmi, caro Mohamed, dov’è la “grandezza” nell’uccidere innocenti, persone che non ti hanno mai fatto il minimo danno, che ti hanno teso la mano, accolto, ospitato, nutrito, vestito, che insomma ti hanno dato tutto? E dov’è la grandezza di una qualsiasi divinità inventata da dementi che compiono atti simili?

La grandezza, Mohamed, sta semplicemente nel vivere con dignità la propria vita senza danneggiare nessuno, lavorando, condividendo, applicando i veri valori morali della compassione, della generosità, della pace, dell’amore e, quando serve, del perdono.

Ma massacrare il mondo intero soltanto per rubare il prodotto del lavoro altrui è squallido, è al livello della bestia selvaggia, dell’avvoltoio, del mangiatore di cadaveri: niente a che fare con l’appartenenza al consesso umano.
I musulmani si sono da tempo allontanati dal resto dell’umanità, raccontandosi di non aver bisogno degli altri e credendo di essere superiori. In realtà, di questi “altri” non possono fare a meno per sopravvivere. Essi hanno semmai dimostrato la loro reale inferiorità in tutti gli aspetti della vita rispetto al resto dell’umanità, nonché la loro incapacità di vivere se non del lavoro, delle invenzioni e delle risorse altrui.
Quando non rubate, mendicate, ma non potete fare a meno di noi e lo si vede in ogni istante in ogni parte del mondo. Non possedete né utilizzate nulla che non sia stato fabbricato o prodotto dal mondo non musulmano, e neanche vi rendete conto di essere delle nullità sotto questo aspetto.
Tutto ciò che usate arriva da fuori. Nessun Paese islamico produce alcunché. Anche quei telefonini a cui state appiccicati dalla mattina alla sera funzionano grazie a microprocessori costruiti in Israele, il vostro nemico mortale che al solo nominarlo vi viene la bava alla bocca. Eppure Israele è il modello che dovreste seguire per diventare, un giorno, esseri civili…
Ebbene, per tutta risposta a questa situazione di fatto, voi urlate il vostro disprezzo verso coloro che vi nutrono e vi permettono di vivere, dichiarando il vostro odio e il desiderio di ucciderli tutti a uno a uno.
Avete ancora il coraggio di affermare che l’islam preesisteva a tutto, che il mondo era musulmano molto prima che l’uomo apparisse, forse anche prima della creazione della terra, magari prima del Big Bang. Sareste buffi se non faceste pena.
Eh, no: l’islam è apparso nel settimo secolo, per immensa disgrazia dell’umanità, e ha immediatamente iniziato a massacrare tutti coloro che non volevano farsi spogliare da orde di banditi sanguinari. L’islam è probabilmente il sistema di società più triste, più vile, più sterile, più abietto e vuoto mai inventato su questa terra a memoria d’uomo.

Il vostro complesso di inferiorità e la vostra cecità sono tali che nient’altro vi importa più di quest’odio che vi divora; ma che, a conti fatti, è soltanto l’odio e il disgusto che avete di voi stessi senza esserne consapevoli, specialmente l’odio per quella divinità spazzatura e per quella religione assurda e disumana che vi soffoca e vi rende ciò che siete, cioè il nulla.

Vedi, amico Mohamed, nei Paesi occidentali, civilizzati, sviluppati, avanzati, ricchi e prosperi, le persone lavorano per vivere e non aspettano con la bocca spalancata che qualcuno gli versi dentro il cibo. Gli uomini e le donne dei nostri Paesi rispettano le regole e le leggi, e tutti sanno che esistono diritti ma anche doveri per essere veri cittadini. Ciascuno partecipa come può secondo i mezzi di cui dispone allo sforzo collettivo per far funzionare il Paese. Noi lavoriamo, ci prendiamo cura delle nostre famiglie, rispettiamo le regole e tutto va bene.
E poi, un giorno, arrivano i musulmani e seminano il disordine, l’insicurezza e l’anarchia, poi il terrore. Perché l’islam è un sistema che sa solo creare problemi e distruggere, ma giammai costruire, da 1400 anni.
Arrivate e chiedete che vi venga dato tutto, senza alcuna contropartita, sempre di più. Volete avere tutti i diritti, ma vi rifiutate di avere il minimo dovere, il minimo obbligo.
E poi, uccidete, sparate alla folla, lanciate auto e camion su persone inermi, pacifiche e innocenti. Mettete bombe e fate migliaia di morti.
Pensi davvero, amico Mohamed, che le cose andranno sempre avanti così e che potrete continuare in eterno le vostre attività sanguinarie?

I vostri discorsi di odio sono tutti incentrati sulla vostra “vittoria”. Ma quale vittoria? Rimanere il cancro dell’umanità ed essere 2000 anni dietro gli altri? Mi fate pensare a quei condannati che talvolta si vedono fare la “V” con due dita mentre vengono trasferiti in prigione per trascorrervi il resto della vita. Proprio una grande vittoria…
Sei davvero convinto che i francesi, come tutti gli europei, si lasceranno sgozzare, bombardare o mitragliare all’infinito senza reagire?
Per il momento tu ci credi, perché vedi che i nostri leader e i nostri magistrati – vigliacchi, bugiardi, indegni delle loro funzioni – vi proteggono per mantenere una parvenza di pace sociale durante i loro piccoli momenti di potere senza futuro. Di costoro, credimi, ci si prenderà cura prima o poi e dovranno renderne conto, a costo di dargli la caccia fino ai confini del mondo. Nessuno può più nascondersi sulla terra, con le nuove tecnologie.
Ma non pensare che i nostri cittadini siano stupidi e apatici. Arriverà il giorno in cui si uniranno per affrontare le vostre orde di selvaggi, ed è allora che un sangue veramente impuro innaffierà i nostri solchi e scorrerà nelle grondaie delle nostre città cosparse di cadaveri…
Quella del taglione sarà la nostra unica legge del momento, e alla punizione sfuggiranno soltanto quelli che avranno fatto le valigie in tempo per una destinazione lontana e senza ritorno.
E quando questa pulizia sarà terminata, toccherà ai nostri leader politici, ai nostri giornalisti e ai nostri giudici pagare il giusto prezzo del loro tradimento.
Non ho alcun motivo di dubitarne, perché è quello che la Francia ha sempre fatto.

Voi non sarete nulla finché prescriverete ed esalterete princìpi come dare la morte per un sì o no, la schiavitù, la tortura, e l’odio e il disprezzo nei confronti delle donne con le vostre regole che le rendono esseri inferiori, al limite della razza umana; ma anche la guerra perpetua, il terrorismo e il saccheggio che sono le vostre uniche risorse di vita, e mille altre cose ancora. Sono espressioni di società selvagge e arretrate.

Davvero credi, Mohamed, che i metodi barbari e primitivi praticati dall’islam per imporre la sua morbosa ideologia non daranno un giorno frutti avvelenati (per voi)?
Sei sinceramente convinto che diffondendo il terrore e la morte in tutto il mondo, ma soprattutto nei 57 paesi musulmani, l’islam crescerà e raggiungerà il suo misterioso obiettivo?
Sei sicuro, amico mio, che la conquista di molte terre, nel passato come oggi, da parte delle squadre della morte islamiche porterà qualcosa ai musulmani?
Non hai capito che l’islam è sempre e solo arrivato in paesi, nazioni e terre pacifiche, tranquille e assai progredite, che non sono state in grado di opporsi a quegli invasori saltati fuori dalla notte della preistoria? Che furono soltanto conquiste senza gloria e senza prospettive?
Perché conquistare senza rischi significa vincere senza gloria.
Oggi, l’islam pretende di attaccare i Paesi occidentali avanzati con una lenta e velenosa infiltrazione.
Ma i Paesi in questione sono molto consapevoli di ciò che sta accadendo e di quanto state cercando di fare, e non vi permetteranno mai di raggiungere i vostri obiettivi. È vero che le nostre leggi permissive, la nostra assurda tolleranza gauchiste, la nostra democrazia e i nostri diritti umani rappresentano il nostro tallone d’Achille, e per il momento le state usando contro di noi. Ma non dovete mai dimenticare che abbiamo respinto e sconfitto molti altri invasori e conquistatori, nella nostra storia, e che voi non avete la minima possibilità di vincere.
In realtà anche i popoli occidentali hanno una lunga tradizione militare e guerriera, e se i nostri cittadini in questo momento stanno ancora dormendo, il loro risveglio sarà estremamentre brutale per voi quando arriverà.
La vostra ideologia è immonda: nient’altro che la negazione dell’uomo e un insulto alla vita.

Non fate paura a nessuno, e se tenterete davvero di farci la guerra finirete sterminati prima ancora di capire cosa stia accadendo.
Voi siete le uniche vittime della vostra ideologia di morte.
Quali sono, in Europa, le popolazioni arretrate che si sono auto-rinchiuse in sordidi ghetti, in periferie marce, in banlieu dove commerciano in droga e armi e dove regna il terrore e la morte? Siete voi.
Volete imporre il vostro “califfato” in tutto il mondo per l’eternità, ma non siete mai stati in grado di gestire la successione del vostro santone per 1400 anni, mentre continuate a massacrarvi tra sunniti, sciiti e sufi.
Vi definite una comunità perfetta, ma in ciascuno dei vostri attentati e delle vostre azioni di guerra finite per ammazzare tanti vostri “fratelli” quanti nemici.
Anche un altro tizio che tanto ammirate aveva voluto imporre il suo Reich per mille anni. E in soli cinque la faccenda è stata risolta, perché quello che lui voleva per l’umanità, l’umanità semplicemente non lo voleva.
Per voi sarà la stessa identica cosa. L’umanità non ne vuole sapere né di voi né del vostro progetto di società basata sulla follia e la morte. Fatevene una ragione: non vi vuole nessuno.

Ne abbiamo tutti fin sopra i capelli delle vostre pagliacciate, del vostro “islam religione di pace, amore e tolleranza”, del vostro “non è questo l’islam”, del vostro “islamismo”, del vostro “i musulmani non hanno nulla a che fare con l’islamismo”…
Siamo stufi delle vostre bugie, delle manipolazioni semantiche, della vostra lingua biforcuta o triforcuta, dell’ipocrisia, ma anche e soprattutto della vostra incapacità di integrarvi, della vostra pigrizia, dei vostri insulti, del vostro odio, della vostra violenza, dei vostri omicidi seriali, del terrorismo e del fastidio che portate ovunque passiate o arriviate.
L’islam sono i musulmani, come la Francia sono i francesi, e non c’è altra verità.

Smettetela di lamentarvi, di piagnucolare, di recitare l’eterno ruolo delle vittime oltraggiate, mentre i soli criminali siete voi. Se non volete essere criticati, che si dica male (ossia la pura verità) di voi, che si pubblichino video di tutti i crimini e gli orrori che commettete mille volte al giorno in giro per il mondo, allora cercate di non essere criticabili, di non commettere crimini e di vivere normalmente, come tutti gli altri esseri umani.
Voi non volete integrarvi e noi non vi vogliamo. Non dimenticatevi mai che noi sappiamo chi siete e dove siete, e che anche noi possiamo rendervi la vita un inferno.

È giunto il tempo per voi di piegarvi alle leggi delle terre che vi hanno accolto, quelle terre che avete voluto raggiungere a ogni costo; è giunto il tempo di scordarvi l’islam e di passare ad altro, poiché, in ogni caso, come dite voi stessi, oggi vi trovate davvero nella Dar Al-Harb, nel “territorio della guerra”, quella guerra che avete dichiarato al mondo da 1400 anni, e dovete essere pronti a pagare il prezzo della vostra scelta, quella di vivere o di sottomettervi. Non vi resta molto tempo, perché non siete a casa vostra, siete in quella del nemico, e il nemico vi farà una guerra mille volte più forte e violenta di quella che gli state preparando, perché questo nemico vi conosce e sa tutto ciò di cui siete capaci.

In verità, il vostro islam è alla fine. È il suo canto del cigno.
Il vostro tempo è scaduto.
Le riserve petrolifere arabe stanno finendo, ossia tutto ciò che ha permesso all’islam di minacciare e danneggiare il resto del mondo (con la pena di morte per apostasia, ma a un certo punto non sarà più in grado di uccidere tutti gli apostati, ed è già il caso). Oggi le riserve petrolifere del futuro si trovano in altre regioni del pianeta…
In tutto il mondo, e persino nelle terre islamiche, è emersa una consapevolezza diffusa dai vostri intellettuali, dai vostri media e da tutti quanti hanno compreso in quale ginepraio vi siete impantanati, in quale vicolo cieco siete finiti. Potete ancora colpire con il terrorismo, la guerra dei codardi, ma non vincerete mai nessuna guerra contro l’Occidente. E se toccherete Israele, allora sarà la fine della vostra comunità.

La società o “comunità” musulmana non è eterna, non più di qualsiasi altra nella storia del mondo. Tanto più che la comunità musulmana non è altro che una semplice comunità. Non è né una cultura né una civiltà. Non ha dato nulla al mondo e non lascerà nulla dietro di sé.
Come innumerevoli altre, la società musulmana si sta avvicinando alla sua fine e presto scomparirà. Un domani nessuno ricorderà che sia esistita.

È tempo per voi, amici musulmani – e alcuni di voi lo stanno già facendo – di aprire gli occhi, di voltare le spalle a questo abominio, abbandonandolo, condannandolo e distruggendolo, per diventare infine veri esseri umani, finalmente in grado di riunirvi alla grande comunità degli uomini il cui obiettivo è vivere in pace per costruire assieme il mondo di domani.

Ivan Bartowski

 

(Traduzione dall’originale francese di “Etnie”)

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