Renaud Camus: il falso antirazzismo non vuole difendere la diversità ma cancellarla

Filed in Antologia Stampa by del 06/10/2019
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Nel 2010, aver teorizzato il grand remplacement, la sostituzione di un popolo attraverso l’immigrazione di massa, costò a Renaud Camus la condanna per islamofobia. Che ricorda, ci dice, con lo stesso stupore che poteva cogliere “un aristocratico al cospetto dei tribunali del Terrore del 1793”.
Nato a Chamalières nel 1946, Camus è stato allievo di Barthes, che gli scrisse la prefazione di Tricks, libro che lo rese il santino delle belles lettres parigine. Oggi invitarlo a una manifestazione, e in certi ambienti addirittura nominarlo, è considerata “violazione di pubblico decoro”. Il motivo? Va del tutto controcorrente rispetto allo spirito dell’epoca, il politicamente corretto. Nonostante le sue tesi siano saccheggiate a destra come a sinistra (estrema), Camus è escluso dal novero degli intellettuali “perbene” che lo considerano un demone nero. Discutiamo con lui della grande sostituzione etnoculturale occidentale a causa della quale molte zone sono ormai a beneficio di popolazioni allogene, principalmente di origini arabe e africane.

La sostituzione del popolo francese e di tutta l’Europa prima che del multiculturalismo è figlia dell’immigrazione?

Immigrazione è un termine anacronistico rispetto ai nostri giorni. Ed è lemma utilizzato dai bugiardi, dai collaborazionisti. Oggi siamo vittime di invasione, colonizzazione, precipitazione etnica.

Ma per tanti non può essere biasimata, specie al cospetto della violenza diffusa.

Violenza, delinquenza grande e piccola, ciò che chiamo nocence, sono tutti mezzi di conquista. È assurdo sostenere che non ci sia colonizzazione e conquista perché non esiste, ufficialmente, esercito conquistatore. L’esercito conquistatore sono quanti rendono impossibile la vita agli indigeni.

La “grande sostituzione” è lo scenario inevitabile o solo il più credibile?

La grande sostituzione è semplicemente il nome di un crimine contro l’umanità in corso mentre parliamo: la distruzione degli europei, dell’Europa e della sua civiltà.

Che cosa ha scatenato la morte per inedia dell’Europa?

Tutto inizia con la piccola sostituzione, che ha sostituito la cultura europea con una subcultura, divenendo condizione della grande sostituzione: la scuola e il suo insegnamento dell’oblio; il mondo dell’intrattenimento – dalla televisione allo sport – che concorre a un massiccio rincretinimento, e infine le droghe, la cui distribuzione è nelle mani dell’occupante.

Perché gli immigrati sono l’arma dei nuovi comunisti?

Gli immigrati sono l’arma della sostituzione globale, una miscela di ultraliberalismo finanziario e postindustriale, del taylorismo e fordismo (le componenti essenziali), del totalitarismo dei campi di concentramento, eredità di nazismo e comunixmo sovietico, sì, e infine l’antirazzismo genocida.

Un po’ quello che sostiene Richard Millet circa l’ideologia antirazzista, costretta a inventarsi il razzismo per giustificare il terrore permanente che esercita su tutti, a cominciare dagli scrittori.

Il razzismo ha rovinato l’Europa, ma 1’antirazzismo l’ha resa una baraccopoli impazzita e iperviolenta. E la novità è che oggi l’antirazzismo è molto più pericoloso del razzismo. Una volta era la protezione legittima di razze particolarmente a rischio: oggi ha cambiato totalmente direzione, e indica la volontà genocida di farle sparire tutte. Di fonderle in Materiale Umano Indifferenziato (MHI), conforme ai voti alle industrie umane, che richiedono un uomo intercambiabile. Il razzismo dovrebbe cambiare significato e designare l’amore per le razze, il desiderio della loro felice conservazione per tutti. Quanti si oppongono al remplacement sono i veri ecologisti: gli unici a lottare davvero per la biodiversità umana e culturale.

Siamo nel mezzo di un “crimine contro l’umanità” e nessuno sta facendo nulla per contrastarlo?

La gente è drogata, inebetita, paralizzata dall’eterna propaganda e da sensi di colpa. Mai nella storia gli strumenti di controllo della mente sono stati così raffinati e pervasivi. Allo sterminiod egli ebrei, l’Europa ha scelto di rispondere con la distruzione degli stessi europei e della loro civiltà. Meno assassinii, ma tutto molto più organizzato. Iniziando dalla “piccola sostituzione” culturale – in modo che nessuno si rendesse conto di niente – per arrivare alla “grande sostituzione”, etnica e politica. Basta guardare la linea della Merkel: per espiare la Shoah causa un olocausto al suo Paese, destinando il suo popolo alla sparizione. L’Europa non smetterà mai di pagare il crimine commesso contro gli ebrei. Eppure nella sua follia accoglie i musulmani, che ovunque fanno scappare gli ebrei.

Nella lotta per la sopravvivenza della civiltà europea, immagina una convergenza tra Israele e l’Europa?

Assolutamente sì. Israele è il modello di tutte le affiliazioni, il loro fondamento epistemologico e morale. È anche un modello di resistenza e coraggio, intelligenza e determinazione, in un mondo ostile che vuole la sua fine. Israele è l’abisso (nell’accezione araldica e letteraria) del mondo e della civiltà occidentale.

L’islam sta diventando una religione globale capace di soppiantare il cristianesimo con la jihad?

Il cristianesimo sta abbandonando l’Europa. Esclusi i monumenti, ha a malapena le caratteristiche di una religione vivente. Così, poco spirituale e teologica, è solo un “insieme di valori”, che si confà a un sindacato più che a un credo. Specie se questo deve affrontare un’altra religione, giovane, dinamica, in espansione. Adorata dai suoi fedeli perché promette loro anche il dominio del mondo.

Lorenza Formicola, “Il Giornale”.

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