Nel paese di David Hume il governo introduce l’antirazzismo di stato a scuola e stabilisce che si può cambiare sesso dai quattro anni senza il consenso dei genitori. L’Occidente è davvero malmesso.


Che l’aria in Scozia stesse cominciando a diventare strana, per non dire peggio, lo si era capito un anno fa, quando l’Università di Edimburgo ha cambiato nome alla David Hume Tower, da quello del grande filosofo fondatore dell’illuminismo scozzese, ora giudicato “razzista”. Poi Neil Thin, docente di antropologia nella stessa università, è stato accusato di essere “razzista”. La “colpa” di Thin? Essersi opposto a un evento intitolato Resisting Whiteness e riservato alle persone di colore, che ha definito “una forma di segregazione”. Un clima che ha spinto un importante storico costretto a nascondersi dagli agenti dell’Armata Rossa mentre fuggiva dalla rivoluzione ungherese nel 1956, Gabor Gabriel Ronay, a denunciare sul “Times” un “clima illiberale”.
Adesso l’antirazzismo all’americana è stato “incorporato” nella vita scolastica in Scozia, rivela oggi lo “Scotsman”. Il governo scozzese incorpora ufficialmente l’antirazzismo in tutti gli aspetti della vita scolastica. Il “Telegraph” spiega che gli insegnanti scozzesi sono chiamati a sostenere un “test sul privilegio bianco” e a insegnare ai loro alunni, che se bianchi saranno edotti sul proprio “razzismo inconscio”, che il concetto di razza è stato deliberatamente inventato dagli europei per giustificare i “crimini contro l’umanità”. Si tratta poi di “decolonizzare” il curriculum scolastico (cancelleranno la figura di un altro grande scozzese, Walter Scott?) e gli insegnanti devono insegnare che la razza è “un sistema che serve a sorreggere il capitalismo e l’attuale ordine mondiale”. È il primo grande Paese europeo a introdurre la “teoria critica della razza” che spopola negli Stati Uniti da mesi.
Ma si sa, razza e gender vanno ormai a braccetto.
Qualche settimana fa, il governo scozzese ha introdotto altre linee guida obbligatorie a scuola, descritte sempre dal “Telegraph”. Ha invitato i docenti a non fare pressione sui bambini che manifestano il desiderio di cambiare sesso, stabilendo che dai quattro anni si può cambiare sesso e genere a scuola “senza il consenso di madre e padre”. Un delirio che, racconta il “Times”, ha appena spinto anche una icona gay del cinema inglese come Simon Callow, il “Gareth” di Quattro matrimoni e un funerale, ad attaccare i propri compagni di strada in quanto “intolleranti”. Il clima in Scozia è tale che Marion Millar, la più nota femminista scozzese, è stata accusata di “crimine d’odio”, racconta sempre il “Times”, per aver criticato la nuova legge sull’autoidentificazione di genere. Giorni fa, Millar, costretta a presentarsi in tribunale alla prima udienza del processo a suo carico, è stata anche cacciata da un pub di Edimburgo. Si sa dove si inizia ma non si sa dove si finisce… Il governo del premier scozzese Nicola Sturgeon è arrivato a invitare le “persone incinte” a vaccinarsi contro il Covid. “Persone”, non “donne”.
La Scozia è legata ai nomi di due grandi filosofi: Adam Smith e David Hume. E si capisce il perché. Libertà e tolleranza intellettuale. Due punti fermi nella civiltà europea che ora traballano non poco. Oggi Hume verrebbe invitato a cambiare il titolo del suo capolavoro, il Trattato sulla natura umana. Molto poco “inclusivo”.