Un’esperienza personale con la banca della Polinesia (che festeggia i suoi 60 anni)

Filed in Polinesia in diretta, polinesiani by del 24/05/2019
Print Friendly, PDF & Email

La Banca Socredo festeggia i suoi 60 anni con una serata ‘ārearea (festiva) di notevole successo.
Nata nel 1863 come Caisse Agricole de Tahiti, qualche anno dopo la ratifica del trattato che conferiva il Protettorato alla Francia, era una risposta alla pressante domanda dei coloni e dei lavoratori, che volevano poter depositare i risparmi senza rischi e senza perdite, da parte della Regina Pōmare IV e del Commissario Imperiale, rappresentante di Napoleone III.
Nel 1905 viene accordata alla Banca d’Indocina l’emissione di moneta; nel 1867 per semplificare i pagamenti compaiono i primi assegni, secondo la legge del 14 giugno 1865; nel 1914 la Caisse Agricole de Tahiti stampa i suoi primi libretti di assegni.
Nel 1932 diventa la Caisse Centrale de Crédit Agricole Mutuel des Établissements français d’Océanie. Alla fine della guerra, nel 1945, sarà autorizzata dal Governatore a lanciarsi nelle operazioni di credito immobiliare, dal 1958 diventa una società statale e contribuisce allo sviluppo del Paese.
Il 19 maggio del 1959 diventa il Crédit de l’Océanie con due importanti azionisti: il Territoire e la Caisse Centrale de Cooperation Économique; il suo presidente è René Quesnot, figlio del primo senatore della Polinesia francese.
Nel 1966 prende l’attuale nome, la Société de Crédit et de Développement de l’Océanie, meglio conosciuta con il suo acronimo SOCREDO, con lo scopo di facilitare lo sfruttamento dell’oceano e migliorare l’habitat, le attrezzature delle famiglie e lavoratori. I suoi due numeri di telefono: il 126 e il 127. Nel 1968 adotta il suo primo computer, un IBM 360/20 che mette fine agli errori nella gestione degli assegni, fino ad allora eseguita a mano. Accompagna le migrazioni dalle isole dovute al Centre Expérimental du Pacifique, il triste organismo che ha fatto esplodere 193 bombe atomiche negli atolli di Mururoa e Fangataufa. Con l’Autonomia di governo del 1977 diventa una vera banca grazie al politico indipendentista Francis Sanford, e nel 1979 ha le prime relazioni finanziarie con l’estero. Nel 1985 si espande in tutta la Polinesia aprendo agenzie in alcune isole, e a oggi è ancora la più diffusa delle 3 banche presenti. Dal 2011 i clienti dispongono dell’online banking.
Simbolo della SOCREDO sono la foglia e il frutto del ‘uru, l’albero del pane, parte integrante della cultura polinesiana: il frutto, dalle ottime capacità nutritive, è la base dei pasti e con la sua corteccia si può preparare la tapa, il tessuto vegetale con il quale ci si vestiva, mentre il tronco è un ottimo legno da scavare per ricavare una va’a (piroga).
La leggenda del ‘uru è tristissima: racconta di un padre di famiglia il quale, durante un lungo periodo di carestia, per poter nutrire la propria famiglia si sacrifica per trasformarsi in questa pianta. I suoi piedi diventano le radici, le gambe si fanno tronco, le sue braccia i rami, le mani diventano le foglie e la testa i frutti. “Non aver paura”, sussurrano le fronde del nuovo albero alla moglie, sorpresa di vedere una pianta così grande in giardino, improvvisamente spuntata da un giorno all’altro, “Da oggi non avrete più fame, potrete nutrirvi della mia carne”. La pianta è famosa anche per essere stata la causa dell’ammutinamento del Bounty, per il grande bisogno d’acqua necessario alle giovani piantine per svilupparsi a bordo della nave, sottraendola all’equipaggio.

socredo 60
SOCREDO è l’unica banca disposta ad aprire il conto a chi, come me, non abbia introiti in Polinesia francese. Divertente come chi scrive abbia potuto ottenere, dopo qualche mese di saldo attivo, la famosa Carte Bleu, la carta di credito francese. Mi era stata richiesta una cauzione di circa 5000 euro, impossibile trattare. Quando andai a firmare la montagna di carte necessaria, per caso dissi al mio gestore che nella mia vita non avevo mai comperato nulla a credito, aspettando di avere i soldi in tasca per fare acquisti. Il giovane polinesiano mi squadrò, strappò i fogli già firmati ed esclamò: “Voglio darti fiducia, niente cauzione”. Ancora oggi, dopo parecchi anni, non dimentico di andare a salutarlo quando passo nella sua agenzia!

Lo spettacolo

La serata ci ha regalato uno spettacolo di pole dance abilmente fusa al ‘ori Tahiti, dove il bravo insegnante del Conservatorio, Toanui, ci ha accompagnato attraverso i vari quadri, narrandoci di come abbiamo fatto soffrire nostra madre terra, ma esista ancora la speranza di poterla salvare.

Le dipendenti della banca si sono graziosamente esibite in balli (indossando il more, il gonnellino ricavato dalla corteccia del purau, l’ibisco polinesiano) e canti, ritmicamente aggraziati.

I maggiori gruppi e cantanti dell’isola si sono succeduti, fino al concerto finale di Angelo, cantante in scena da più di quarant’anni. Nel video sottostante, la popolare canzone Tiare Tahiti interpretata da Teiva LC, che celebra la Gardenia tahitiensis, fiore simbolo delle isole polinesiane: come profumato ornamento, viene portato sopra l’orecchio destro se si è liberi, sinistro se si ha una relazione.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

quattordici − 7 =