Aggressivi coi cattolici, mansueti con l’islam che lapida i gay

Filed in Antologia Stampa, brunei by del 04/04/2019
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Da ieri, nel Brunei, gay e “adulteri” rischiano la lapidazione. Il piccolo regno islamico, fra i massimi produttori al mondo di gas liquido, ha introdotto la pena coranica basata sulla sharia. È una direttiva del sultano Haji Hassanal Bolkiah, uno dei leader più ricchi del mondo. Se in Italia sul congresso sulle famiglie di Verona e in Francia sulle Sentinelle e la Manif c’è stata grancassa mediatica, sul sultano nessuna personalità si è mossa. Uniche eccezioni George Clooney, che ha invitato a boicottare gli hotel di lusso del Brunei, e due giorni fa un appello di trenta intellettuali sul Figaro. “Una nuova e grave violazione dei diritti umani sta colpendo il Brunei: la pena di morte per lapidazione per gli omosessuali e gli adulteri”, si legge nell’appello. “Questa punizione, particolarmente barbara e retrograda, è stata promossa con il pretesto di qualche legge pseudo coranica, l’abominevole sharia”. I firmatari parlano di farsesca “giustizia islamica” contro cui si devono unire gli “umanisti e democratici”.
“Ho firmato perché è un dovere umano”, dice al Foglio il filosofo francese Robert Redeker, che ha apposto il suo nome all’appello assieme ai coniugi Badinter e altri. “Questo è ciò che il cristianesimo chiama carità. L’ho fatto indipendentemente dalle questioni geopolitiche”. Eppure, Redeker non può fare a meno di notare il doppio standard. “La sinistra è stata giustamente scioccata dall’attentato di Christchurch, ma non dice nulla sui molteplici attacchi mortali ai cristiani”.
“A che serve difendere i cristiani? Non paga niente!”, scrive Anne-Sophie Chazaud sul Figaro. “L’ipocrisia è lì: stare zitti in un caso e fare un gran rumore nell’altro”, continua al Foglio Redeker. “In Francia, la sinistra considera normale e sano essere anticattolico. Credo che l’anticattolicesimo sia profondamente radicato nella psicologia della sinistra. Penso che queste persone, trovando normale che il cattolicesimo venga attaccato anche violentemente, sistemano i conti con se stessi, con la propria immaturità psicologica”. Da qui gli attacchi in occidente a chi parla di famiglia naturale. “È un neoconformismo dei costumi che spacciano per progressismo”, ci dice Redeker. “Un’intera sezione della letteratura e della filosofia di due secoli ha finito per rendere normale questo tipo di opposizione. Ma ciò che era audace nel XIX secolo è diventato un cliché. In effetti, questo falso anticonformismo tratto dalla cultura letteraria è indispensabile per un posto ben consolidato e ben inserito in società”.
Clooney si è mosso dove gli intellettuali hanno taciuto. “Gli intellettuali, da Sartre a Foucault, hanno mentito così tanto. Sono animati dall’odio contro la civiltà da cui provengono e che li nutre (hanno cariche da piccolo-borghesi all’università o nei media). Sono quelli che hanno visto la verità a Mosca, in Mao o in Pol Pot (come il goscista Alain Badiou).
Questo terzomondismo non ha rispetto per la verità. Fornisce priorità agli interessi ideologici, l’Altro è buono per definizione, non possiamo criticarlo e quando fa del male è colpa nostra. Questa asimmetria dell’assoluta preferenza per l’altro si trova in tutti i campi. Il presupposto, che esisteva già al tempo delle proteste contro la guerra del Vietnam, è che noi, l’Europa, siamo cattivi per definizione. È una forma di gnosticismo, addirittura di catarismo”. Aggressivi con il papa e i cattolici. Mansueti con il sultano e gli islamici. La vecchia storia del forte coi deboli ma debole coi forti.

Giulio Meotti, “Il Foglio”.

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