Tirotiro Koviri… Il ministro polinesiano canta il coronavirus da casa

 

La reazione del popolo polinesiano alla pandemia da Covid-19 è apprezzabile, il confinamento viene rispettato, anche perché quasi tutti abitano in case con giardino che amano curare personalmente e dove possono coltivare. Spesso hanno costruito con l’aiuto di amici le loro abitazioni, che non sono mai finite ma si allargano con il crescere della famiglia.
Certo, è dura non poter andare in spiaggia in queste belle giornate di sole; ma i polinesiani vivono il mare diversamente da noi europei, non ci vanno per abbronzarsi ma per pescare, sia da riva con la canna da pesca o lanciando una piccola rete, sia dalla barca, solcando le onde. I polinesiani vedono autostrade nel loro mare, abituati a vivere una superficie di oceano attorno alle loro 118 isole (per la Polinesia francese) che è più estesa dell’Europa.
C’è chi si è rifugiato in un terreno in riva al mare come Mato, guida marchesiana, originario di Fatu Hiva, che gira sempre scalzo e non teme nulla. Ha da mangiare per almeno sei mesi, pesca ogni giorno, ha polli e uova. “Se il governo non riuscisse a fronteggiare la situazione, sono pronto ad andarmene in montagna finché il pericolo non sia passato, ho già preparato tutto”… Ne sono sicura, un tipo come lui è capace di vivere di quello che la generosa natura di queste isole gli offre.
I polinesiani sono anche artisti, e l’emozione della pandemia ha ispirato il ministro della Cultura – che tra parentesi è anche ministro dell’Ambiente – a comporre il simpatico brano Tirotiro Koviri, “piccolo covid”, che ci canta da casa sua.
Quanto a me, vivo in un piccolo appartamento con vista sul mare all’estremità di Pape’ete, non lontano dalla Casa della Cultura e da To’atā, luoghi che nella mia vita polinesiana frequentavo spesso. Pensavo di trasferirmi in un fare sul mare, ma la chiusura delle spiagge e la proibizione di entrare in acqua anche per nuotare mi ha fatto desistere. Fortunatamente posso andare a camminare nel vicino cimitero che si sviluppa in montagna, senza incontrare nessuno, coprendo un dislivello di circa 250 metri in 20 minuti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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