Heiva des écoles 2020

heiva des ecoles 2020

Nonostante questo 2020 sia un anno difficile, il Te Fare Tauhiti Nui, la Casa della Cultura, non ha voluto far passare il mese di luglio completamente senza esibizioni: annullata la Heiva I Tahiti, rimandati gli altri appuntamenti abituali, si è deciso di mantenere la Heiva delle scuole di ’ori, la danza tradizionale. Venticinque enti hanno risposto all’invito, due scuole dall’isola di Mo’orea, altre dai vari quartieri di Tahiti, parecchie fin dalla lontana penisola.
Un tocco di normalità che, in questi tempi, non guasta, anche se con mascherina e disinfettante per le mani. La Polinesia francese non è stata al momento colpita dalla pandemia, aspettiamo tutti con preoccupazione l’apertura delle frontiere senza quarantena che dovrebbe partire dal 15 luglio.
Questa edizione della Heiva des ecoles presenta quattro serate per due settimane, con un doppio spettacolo il sabato sera.

Ha “aperto le danze” la scuola ’Ori Maita’i di Merehau Cugnet con le sue semplici coreografie, accompagnate da una giovane orchestra. A seguire i 120 allievi di Hei ’Ori, scuola fondata nel 2008 da Heimoana Metua, il cui tema è “To’u reo, to’u ora”, la mia lingua, la mia vita. La gioia di ballare rende fieri: i ragazzi sognano la mitica scena di To’atā.
A a conclusione della prima serata le superbe coreografie di Manahere, scuola di Puna’aunia fondata nel 2013 da Poehere Roomataaroa; appartenente di questa scuola il gruppo di ballerini e musicisti professionisti premiati per il 4° posto alla Hura Tapairu del 2017.

La seconda serata inizia al ritmo dei tō’ere (percussioni) con la scuola Arata’i, dove Papi Teupoo insegna tecnica, ritmi polinesiani e perfezionamento dell’orecchio musicale, fondamentali per potersi lanciarsi nella creazione, il tutto accompagnato da notevole buonumore.
Dall’inizio di quest’anno è affiancato da suo figlio, noto musicista, già giurato alla Heiva I Tahiti.

Kehaulani Chanquy dirige la scuola Arato’a, che si presenta col seguente tema:
To tātou fenua, to tātou moana
E tao’a, è u’a ï te faufa’a
Teie te fenua no te ora, no te rapa’u, no te ha’amaitai to tino, no te tamaru to oe varua.
A mata, a fa’aro’o, e a fa’atura.

Le nostre terre, il nostro oceano
Questi beni, queste acque sono la nostra fortuna.
Queste terre ci danno la vita, ci curano, fanno del bene al nostro corpo, proteggono la nostra anima.
Osserva, credici, rispetta.

La scuola Temanutiaitau, “l’uccello guardiano del tempo”, diretta da Poura Le Gayic, porta il tema legato al suo nome: te manu, l’uccello. Poura Le Gayic, è stata allieva di mamie Louise, che le aveva regalato questa perla di saggezza: “Solleva il capo, guardati, amati, balla per te stessa e conquisterai il pubblico”. Poura ha calcato la mitica scena di To’atā a 15 anni, nel gruppo di Coco Hotahota.
Bravissimi i bimbi della scuola Scuola Tauariki, fra i quali emerge la simpatica piccolina di appena tre anni, ballerina nata, tanto da esibirsi in un assolo che ha mandato il pubblico in visibilio.

La scuola Teikohai ha allievi non polinesiani che, per quanto motivati, non posseggono il mana della danza. Belli e curati i costumi, ma i movimenti sono tutti sbagliati…
La scuola Tamari’i Poerava di Moeata Laughlin merita una menzione speciale per l’energia delle sue danze, dove le allieve volteggiano per passare tutte in prima fila, come dovrebbe essere in una scuola degna di rispetto. Fra le ballerine storiche, Katy, che gestisce uno degli snack di Toatā, dove, oltre a mangiare pesce freschissimo, si può assistere a una sua graziosa esibizione (se è in vena). Simpatico il passaggio maschile nella hula, una danza hawaiana.

Traghetto notturno speciale questo sabato per i due gruppi in arrivo da Mo’orea, l’isola di fronte a Tahiti. La scuola Heihere diretta da Herenui e da Heifara, e la scuola Hura I Mo’orea di Danie ci portano una sferzata d’energia con le loro vivaci coreografie.
Hīro’a tīoioi
, coscienza deviata, è il tema della scuola Rāineari’i.
Chiude la settimana la scuola Manohiva con uno spettacolo frutto di un anno di impegno. La loro coreografia che più mi è piaciuta è quella accompagnata da Steve Reea che canta dal vivo, con la presenza scenica propria di un ōrero (oratore) par suo. Steeve dirige la Tahitian Choir School che non ha potuto presentarsi alla Heiva delle scuole quest’anno a causa del Covid. Gli auguriamo il meglio per il prossimo anno… e perché non inserire, fra un himene (inno) e un gospel, anche il corso di arte oratoria?

 

 

 

 

 

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