È ora di rilanciare le battaglie autonomiste: lo propongono i toscani del MAT in un comunicato

Filed in italia, News, News ed eventi, toscani by del 28/08/2018
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Ecco il testo del comunicato stampa del MAT (Movimento Autonomista Toscano), che descrive il progetto “Popoli Sovrani”:

Preso atto che nella linea di azione dell’attuale governo (di cui pur riteniamo condivisibili molti interventi) risulta pressoché ridotta ai margini la battaglia localista e autonomista – l’unica battaglia che può per sua natura contrapporsi con efficacia alla globalizzazione annullatrice delle identità culturali e popolari – riteniamo necessario rilanciare tale battaglia attraverso l’alleanza Popoli Sovrani che ha ripreso recentemente forma dopo alcuni anni di inattività.
Riteniamo Popoli Sovrani l’unico progetto che possa, nello spirito dello storico accordo con Bruno Salvadori sul finire degli anni settanta (che prevedeva l’associazione tra movimenti e gruppi nel mantenimento della specificità e sovranità territoriale di ognuno di loro), costituire lo strumento giusto per partecipare congiuntamente a competizioni elettorali al fine di eleggere rappresentanti che, sia nei singoli territori sia presso le istituzioni italiane ed europee, si facciano promotori delle istanze localiste, autonomiste e identitarie.
Il MAT porterà nell’alleanza i seguenti punti programmatici che da sempre lo caratterizzano:

1) Battaglia Localista e Autonomista, in coerenza con l’ideale dei “20.000 Sanmarini”.
Si richiedono:

  • Uno Statuto Speciale, a cui la Toscana ha diritto, storicamente ed economicamente, analogo a quello accordato alle altre regioni a statuto speciale.
  • La suddivisione della regione geografica italiana in 9 “Stati” o “Regioni” in luogo delle attuali 20 (come da accordo con Bruno Salvadori del 1978) con la eliminazione di enti inutili come le provincie e il potenziamento del ruolo dei comuni.
  • L’attivazione di concrete politiche di salvaguardia del territorio e di tutela del paesaggio e dell’ambiente toscano, in opposizione alla cementificazione selvaggia e agli scempi che deturpano e distruggono l’ecosistema toscano.
  • Lo sviluppo di iniziative ed eventi culturali che contribuiscano alla conoscenza e alla riscoperta del patrimonio identitario toscano.

2) Difesa dei nostri “ultimi” (disoccupati, poveri, emarginati anziani, disabili, giovani coppie) aggrediti dall’invasione extracomunitaria (invasione voluta e sostenuta dal PCI, oggi PD, e dall’imprenditoria sfruttatrice di manodopera a basso costo, che il MAT denuncia fin dal 1989).
Si richiedono:

  • Il blocco immediato di qualsiasi ulteriore arrivo di “rifugiati” , che altro non sono – al 90% – che clandestini e invasori.
  • Lo smantellamento immediato dei “centri di accoglienza” , campi rom, eccetera.
  • L’attivazione di capillari controlli di ordine pubblico per la prevenzione e la repressione dei reati compiuti dagli extracomunitari (omicidi, rapine, spaccio di droga, furti, prostituzione, lavoro nero…).
  • L’introduzione del principio della residenza – da un congruo numero di anni – sul territorio come criterio nelle graduatorie per alloggi, impieghi, posti negli asili, rilascio di autorizzazioni commerciali, prestazioni sanitarie.
  • L’elargizione di specifiche indennità per i disoccupati toscani 40-50enni e per le badanti e baby-sitter toscane.
mat popoli sovrani

Don Lorenzo Milani (1923-1967), discusso priore di Barbiana, è il prete e pedagogo alle cui posizioni sociali fa spesso riferimento il Movimento Autonomista Toscano.

3) Sostegno dell’agricoltura, della piccola e media impresa e dell’artigianato toscano.
Si richiedono:

  • La concessione di agevolazioni fiscali per le nuove imprese aperte da toscani.
  • Lo sviluppo di reti di vendita di prodotti esclusivamente toscani.
  • L’attivazione di “sportelli trova lavoro” riservati ai toscani.

4) Codice di Comportamento o Decalogo di Barbiana (redatto in Barbiana, congiuntamente da Don Lorenzo Milani e Alessandro Mazzerelli, nel 1966) di cui si richiede la rigorosa applicazione per ogni amministratore pubblico, che prevede i divieti di ricoprire più di una carica pubblica, di rimanere per più di due volte alla stessa carica pubblica, della pubblicità personale dei candidati a qualsiasi carica pubblica, di ricoprire una carica pubblica e una di movimento, di costituire correnti o gruppi di potere, di aprire uffici per la promozione del clientelismo, l’obbligo della dichiarazione annuale – pubblica e giurata – di tutti i redditi e di tutte le proprietà, l’irreprensibilità morale nella vita pubblica e privata, la predisposizione della lista dei candidati mediante una “scala dei meriti”, l’esercizio della politica come servizio, evitando qualsiasi contrasto personale con gli altri servitori.

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