Non più bombe e fucili per battere i Paesi democratici, ma orde di clandestini

Filed in Antologia Stampa by del 02/04/2017

È di dominio pubblico che l’invasione dei migranti in Italia e in Europa, in parte non osteggiata per il grande business di certe organizzazioni, che sotto l’egida di una ipocrita accoglienza e strumentale solidarietà umanitaria, incassano milioni dai Paesi liberi e anche dagli sprovveduti migranti, illusi di trovare l’America in Italia o in Europa, come all’inizio del secolo scorso, quando italiani ed europei s’imbarcavano per il continente Oltreatlantico.
Un vero oro nero anche per armatori che battono i mari per guadagnare, un tempo per turismo e grandi navi per crociere intorno al mondo, oggi come il magnate Soros, che investe centinaia di milioni in navigli nell’allestimento di navi (ONG) per imbarcare disperati dalle coste libiche, per i cosiddetti “salvataggi” (da gommoni e da carrette del mare appena fuori dal bagnasciuga libico) per portarli in porti siciliani, calabri e sardi, comunque italiani.
Dovrebbero riportarli nei vicini porti di partenza, come dice il soccorso marittimo, invece di portarli a diverse centinaia di miglia marittime, in porti di casa nostra.
La minima parte finiscono in Grecia e Spagna: l’Italia è la più accogliente per una specie di “mafia” che s’è installata nel mare tra Libia e Sicilia. Le ONG (le cui navi, spesso battenti bandiera di cosiddetti paradisi fiscali, si trovano sul luogo ancor prima che sia richiesto soccorso) si spingono come è stato affermato da Frontex e dalla stampa internazionale da mesi fino in Libia, per recuperare profughi, che finiscono per essere addirittura ricattati.
L’accoglienza genera come leggiamo da tempo un giro d’affari di 3-4 miliardi l’anno, che arricchiscono anche le Coop per l’accoglienza, il cui proliferare (come le navi ONG) ha messo in allerta, nelle ultimissime settimane, le tre procure di Catania, Palermo e Cagliari, che stanno aprendo indagini. C’è ormai, da mesi, un traffico illegale di carne umana, uno scandalo noto anche nei Paesi UE, che non vogliono più profughi dall’Italia. Un esempio per tutti, del 23 febbraio scorso, riguarda la nave Peluso della Guardia Costiera e la nave Aquarius di una ONG, che lo stesso “Corriere della Sera” e altri quotidiani avevano celebrato come “salvataggio di 337 persone nel Canale di Sicilia”. In realtà la Peluso aveva prelevato i migranti dirimpetto alle coste libiche e non era neppure transitata dal Canale di Sicilia, e così anche l’Aquarius era soltanto passata dal Canale di Sicilia per portare i cosiddetti “salvati” a Trapani, dopo averli recuperati nelle acque territoriali libiche a vista costa.

clandestini
Tutto un falso, tutto un intrallazzo tra le varie organizzazioni, che stanno popolando quella striscia del Mediterraneo. Portare immigrati in Italia come sostiene tutta la stampa italiana è uno straordinario business, e l’affare aumento a vista d’occhio. Sono invitati, africani e mediorientali che pagano, a imbarcarsi tanto sono prelevati a poche braccia di mare dalla costa libica, non rischiano nulla, gli dicono di spacciarsi per profughi, e quelli che li portano in Italia si spacciano per eroi e associazioni umanitarie. I migranti mangiano, i cosiddetti “salvatori” guadagnano, i cittadini italiani pagano: è bellissimo, pronto si parte?!
C’è anche chi esporta, dai Paesi d’origine, epidemie perché con i barconi tornerà e ci sono già manifeste avvisaglie dei sanitari addetti la tubercolosi, in Italia sconfitta da decenni. Ci si è messo anche il presidente turco Erdogan a sparare sull’Italia, dicendoci che presto avremo conflitti di religione. Potrebbe esserci una chiamata alle armi, per i 20 milioni di islamisti che vivono nei Paesi UE: l’Europa e l’Italia a cui era lanciato il messaggio turco tacciono su tali minacce generiche, governativi zitti, buonisti in tassativo silenzio sulle frecciate di Ankara (che ha pure ricevuto finanziamenti dall’Europa per rallentare i flussi), mentre solo la Lega con Salvini ha pronunciato: “Pazzesco che nessuna tv parli di queste minacce!”. Anche i presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso, sono stati sordi: erano impegnati a celebrare l’anniversario del 60esimo dei Trattati di Roma, in una farsesca giornata. A 72 ore dalla firma di Roma, che ribadiva e sollecitava l’obbligo dei “27” d’accettare la ricollocazione dei migranti, già Austria, Ungheria e altri Paesi dell’Est UE, negano l’entrata di migranti e quella ridistribuzione che l’Italia chiede invano. Su questo grave problema, l’Italia è stata abbandonata dall’UE.
La migrazione crescente che sta invadendo l’Italia e altri Paesi è un ‘arma micidiale, più devastante di bombe e altre armi, perché nel 75% dei casi chi la promuove ottiene sempre di più che da un’azione militare tradizionale. Lo dice anche Kelly Greenhill, docente alla Tufts University e autrice di Armi di migrazioni di massa, che le maree umane sono una vera e propria opzione militare ad alto tasso d’efficacia. La Greenhill puntualizza anche che ci sono due strade per chi intenta tale sfida: la prima è quella di mandare in tilt le capacità di accogliere i rifugiati, la seconda è quella di influenzare la volontà degli Stati presi di mira nell’accettare i migranti. Quello che sta succedendo in Europa è un tipico esempio del primo caso. E questo fa capire come mai le minacce di Erdogan abbiano portato a rapide concessioni da parte italiana e dell’UE stessa. Il bersaglio preferito sono le democrazie liberali: l’intera Europa è un obiettivo ideale, anche stimato facile dalla controparte. Dopo alcuni anni, resta invece una certezza inequivocabile: l’azione per rimuovere Gheddafi da parte dell’Europa, della sinistra italiana e del Quirinale (contro il parere di Berlusconi, che ha dovuto cedere a pressioni interne, UE e USA), senza avere un piano chiaro, è stata un immenso errore, che oggi pagano a caro prezzo solo gli italiani.

Giacomo Sironi. “La Voce di Reggio Emilia”.

 

 

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