La Germania ha tanto voluto, e ottenuto, la “crème” dell’immigrazione; e adesso è una bolgia

Filed in News, News ed eventi by del 16/11/2015

I richiedenti asilo usano sempre più tattiche come lo sciopero della fame, le cause legali e le minacce di violenza nel tentativo di costringere le autorità tedesche a soddisfare le crescenti richieste. Molti migranti, insoddisfatti delle condizioni di vita nei centri di accoglienza per profughi, chiedono di avere case e appartamenti. Altri sono arrabbiati per la lentezza burocratica in relazione alle domande di asilo. Altri ancora sono furiosi per i ritardi nel pagamento delle prestazioni sociali.
Sebbene la maggior parte dei richiedenti asilo in Germania abbia un tetto sopra la testa e riceva tre pasti al giorno, nonché indumenti e assistenza sanitaria gratuita, molti chiedono più denaro, letti confortevoli, acqua calda, cibo più “etnico”, strutture ricreative e più privacy; e naturalmente di avere una casa propria.

Arroganza

Nel 2015, la Germania riceverà ben 1,5 milioni di richiedenti asilo, 920.000 solo negli ultimi quattro mesi dell’anno, secondo le stime del governo. Questa cifra è quasi il doppio della precedente stima di agosto che prevedeva l’arrivo di 800.000 profughi in tutto il 2015. A titolo di confronto, nel 2014 la Germania ha accolto 202.000 richiedenti.
Con i centri di accoglienza per profughi di tutto il Paese completamente pieni e più di 10.000 nuovi arrivi al giorno, la Germania cerca di prendersi cura di tutti i migranti, molti dei quali stanno dimostrando di essere ospiti ingrati e insofferenti.
A Berlino, 20 richiedenti asilo hanno citato in giudizio l’Agenzia di Stato per la Sanità e la Previdenza sociale (Landesamt für Gesundheit und Soziales, Lageso) nel tentativo di costringere le autorità locali ad accelerare il pagamento delle prestazioni previdenziali.
Nel 2015, Berlino prevede di ricevere 50.000 richiedenti. Quest’anno i contribuenti tedeschi spenderanno 600 milioni di euro per il loro mantenimento.
Sempre a Berlino, più di 40 migranti, per lo più pakistani, hanno occupato per protesta il piano panoramico della torre della televisione e hanno chiesto migliori condizioni di permanenza, lavoro, esenzione dall’obbligo di residenza (Residenzpflicht), un obbligo di legge che prevede che i richiedenti asilo risiedano nel circondario come stabilito dalle autorità locali preposte alla gestione migratoria. Sono stati dispiegati oltre un centinaio di poliziotti per allontanare i manifestanti dalla torre. Dopo un breve interrogatorio, i migranti sono stati liberati. La polizia ha detto che essi non avevano commesso alcun reato perché avevano acquistato i biglietti per accedere al piano panoramico della torre, a circa 200 metri sopra Berlino.
Nel quartiere di Kreuzberg a Berlino, oltre 400 migranti, provenienti soprattutto dall’Africa, hanno occupato una scuola in disuso perché non volevano più vivere nelle tende in una piazza vicina. Quando sono arrivati 900 poliziotti per sgomberare l’edificio, alcuni migranti hanno cosparso di benzina l’interno della struttura e hanno minacciato di darsi a fuoco, altri di buttarsi giù dal tetto dell’edificio. “Attualmente stiamo negoziando con le autorità locali su come procedere”, ha detto un migrante sudanese di nome Muhammed. “Non ce ne andremo finché le nostre richieste [di modificare la legge per i richiedenti asilo, in modo che possano rimanere nel Paese] non saranno soddisfatte”.
A Dortmund, 125 migranti si sono lamentati delle “condizioni catastrofiche” dell’impianto sportivo di Brügmann, che ora funge da centro di accoglienza per rifugiati. La lista dei reclami include: cibo pessimo, letti scomodi e poche docce.
Poche ore dopo l’arrivo a Fuldatal, 40 richiedenti asilo provenienti dall’Afghanistan, dal Pakistan e dalla Siria si sono lamentati delle condizioni del centro di accoglienza e hanno chiesto che gli venissero assegnate delle case. Il coordinatore regionale dell’accoglienza ai profughi, Hans-Joachim Ulrich, ha detto che i migranti arrivano in Germania con aspettative irrealistiche. “I trafficanti di esseri umani e i media nei loro Paesi di origine stanno facendo promesse che non corrispondono alla realtà”, ha asserito.
Ad Amburgo, più di 70 richiedenti asilo hanno iniziato uno sciopero della fame nel tentativo di esercitare pressioni sulle autorità locali affinché forniscano loro alloggi migliori. “Abbiamo iniziato lo sciopero della fame”, ha detto il profugo siriano Awad Arbaakeat. “La città ci ha mentito. Siamo rimasti sconcertati al nostro arrivo”. I profughi sono risentiti per essere stati invitati a dormire in un grande magazzino anziché in appartamenti privati. I funzionari di Amburgo affermano che non ci sono appartamenti liberi in città, la seconda della Germania.
Anche ad Amburgo più di un centinaio di migranti si sono radunati davanti al municipio per protestare per la mancanza di riscaldamenti nelle loro tende. I funzionari comunali hanno risposto che le doteranno di impianti termici. Secondo il sindaco di Amburgo, Olaf Scholtz, circa 3600 migranti trascorreranno il prossimo inverno nelle tendopoli per la mancanza di alloggi alternativi in città.
Secondo i funzionari di Amburgo, nei primi nove mesi del 2015 in città sono arrivati 35.021 profughi. Durante questo stesso periodo, la polizia è stata chiamata più di un migliaio di volte nei centri di accoglienza della città, oltre a essere intervenuta 81 volte per sedare risse di massa, 93 volte per indagare su una serie di aggressioni fisiche e sessuali e 28 volte per evitare che i migranti si suicidassero.
Nel frattempo, un documento riservato, apparso sulle pagine del quotidiano tedesco “Bild”, rivela che l’Autorità responsabile dei trasporti pubblici di Amburgo (Hamburger Verkehrsverbund, HVV) ha ordinato ai controllori di “chiudere un occhio” ogni volta che si imbattono in migranti che utilizzano i trasporti pubblici senza biglietto. La decisione mira a proteggere l’HVV dalla “cattiva pubblicità”.
Secondo il documento trapelato, i controllori dei biglietti devono essere indulgenti con i richiedenti asilo perché molti migranti sono “vittime di truffatori professionisti” e molti altri “non comprendono praticamente nulla” della struttura tariffaria dell’HVV.
L’esperto trasporti della CDU, Dennis Thering, ha detto che la politica della compagnia amburghese non può essere accettata. “Questo sistema di chiudere un occhio deve essere contrastato. Ad Amburgo c’è l’opportunità di acquistare biglietti scontati dell’HVV, anche per le persone che ricevono prestazioni in base all’Asylum Seekers Benefits Act”. Ogni nuovo profugo che arriva riceve 149 euro al mese. Questa somma include 25,15 euro destinati all’acquisto dei biglietti di trasporto.
A Halle, quattro guardie di sicurezza sono rimaste ferite nel tentativo di impedire a richiedenti asilo provenienti dall’Africa e dalla Siria di entrare in massa nell’ufficio per la previdenza sociale prima degli orari di apertura. I migranti, in fila per ricevere le prestazioni, si erano arrabbiati nel vedere alcuni stranieri passare avanti. Si è poi saputo che si trattava di persone attese per altre questioni, e quindi non tenute a stare in coda.
A Monaco, 30 migranti hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro le sistemazioni condivise nei centri di accoglienza. Due uomini sono stati portati in ospedale dopo aver perso conoscenza. “Uno Stato di diritto non può permettersi di essere ricattato”, ha detto il politico bavarese Marcel Huber. “Abbiamo tolleranza zero per azioni del genere”.
A Norimberga, sei immigrati provenienti dall’Afghanistan, dall’Etiopia e dall’Iran hanno iniziato lo sciopero della fame per protestare contro il rifiuto delle domande di asilo. Gli uomini, che vivono da mesi in una tendopoli al centro di Norimberga hanno chiesto di parlare alle autorità locali. Le domande di asilo sono state respinte sei anni fa, ma costoro continuano a vivere nel Paese.

asilanti-germania

In tutta la Germania gruppi di immigrati hanno attuato scioperi della fame, chiedendo più denaro, letti confortevoli, acqua calda, cibo più etnico, strutture ricreative e case proprie. A destra, ci sono voluti 900 poliziotti per allontanare 400 migranti che avevano occupato una scuola abbandonata a Berlino.

A Osnabrück, un richiedente asilo della Somalia ha vinto una causa legale intentata all’Agenzia tedesca per le migrazioni e i rifugiati (Bundesamt für Migration und Flüchtlinge, BAMF) perché quest’ultima aveva impiegato troppo tempo per prendere in esame la sua domanda di asilo. Un giudice ha ordinato alla BAMF di prendere una decisione in merito alla domanda entro tre mesi o di erogare un compenso finanziario.
L’uomo ha detto che stava aspettando da sedici mesi una risposta dall’Agenzia. A sua difesa, la BAMF ha detto che attualmente ha un arretrato di 250.000 domande e che questo numero è destinato ad aumentare a dismisura visto che sempre più richiedenti asilo arrivano in Germania.
Secondo un portavoce della corte, la sentenza ha stabilito un precedente e molti altri richiedenti potrebbero adire le vie legali contro la BAMF nel prossimo futuro.
A Walldorf, una città del Baden-Württemberg, un gruppo di migranti ha chiesto che le autorità locali gli assegnassero immediatamente appartamenti privati perché erano stanchi di vivere in una struttura di accoglienza con altri 200 richiedenti asilo. Il leader del gruppo, un profugo 46enne della Siria, ha detto che si aspettava di più dalla Germania, aggiungendo che per i tedeschi era ora di cominciare a “trattarci come esseri umani”.
A causa di una serie di denunce, le autorità locali e statali hanno ispezionato il centro, rilevando che le condizioni erano “assolutamente accettabili” con cubicoli in cui si garantisce la privacy e abbondanza di cibo e indumenti.
A Wetzlar, una città dell’Hesse, gli immigrati hanno minacciato di iniziare lo sciopero della fame nel tentativo di costringere le autorità locali a trasferirli in un alloggio permanente. Le autorità hanno detto che il ritardo era dovuto a una quarantena imposta dopo che molti stranieri erano risultati infetti dal virus dell’epatite A.
A Zweibrücken, 50 richiedenti asilo siriani hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro la lentezza burocratica delle procedure d’esame delle domande d’asilo. “Non possiamo accettare le condizioni di vita nel campo profughi, ma dobbiamo sperare”, ha detto uno degli uomini. I funzionari locali hanno dichiarato che l’iter è lento a causa del gran numero di domande.
I richiedenti asilo hanno continuato lo sciopero della fame a Birkenfeld, Böhlen, Gelsenkirchen, Hannover, Walheim e Wittenberg.

Gli utili idioti in azione

Intanto, gli insegnanti della Gemeinschaftsschule St. Jürgen, una scuola primaria della città di Lubecca nella Germania settentrionale, hanno ordinato agli alunni di terza media di trascorrere un’intera mattinata in centro di accoglienza e di “aiutare attivamente” i migranti rifacendo i loro letti, selezionando gli abiti e lavorando in cucina.
Alcuni genitori si sono lamentati del fatto che ai loro figli sia stato chiesto di portare doni e cibo per i migranti, che già ricevono aiuti dai contribuenti tedeschi. Una donna ha scritto: “A volte, non so nemmeno come portare il pane in tavola”. E un’altra: “Questo è troppo. Gli studenti dovrebbero rifare i letti e occuparsi della pulizia di un centro di accoglienza per profughi. Al figlio 14enne di un mio amico è stato chiesto di fare questo! Non sono un’agitatrice, sono tollerante, ma questo è davvero troppo. Adesso nelle scuole di Lubecca c’è un nuovo corso di studi intitolato Schiavitù?”.
Il preside della scuola, Stefan Pabst, ha detto che la reazione negativa è stata una “catastrofe” e che far lavorare i bambini in una struttura di accoglienza è il modo migliore per “capire i comportamenti sociali”. La rivista tedesca “Stern” ha denunciato che i genitori dissenzienti appartengono agli “ambienti di destra” e “diffondono i loro stupidi slogan”.
A Bad Kreuznach, una famiglia siriana di richiedenti asilo ha fissato un appuntamento per visitare un immobile di quattro stanze da affittare, ma si sono rifiutati di vedere la casa perché l’agente immobiliare era una donna. Secondo quest’ultima:

Uno degli uomini, che parlava un tedesco stentato, ha detto che non era interessato a vedere l’immobile perché sono una donna, sono bionda e guardo gli uomini negli occhi. È disdicevole. La mia agenzia dovrebbe mandare un uomo a mostrare l’abitazione. Sono rimasta allucinata. Uno cerca di aiutarli e ti allontanano, facendoti sentire di troppo nel tuo stesso Paese.

A Idar-Oberstein, una città della Renania-Palatinato, in un centro di accoglienza per profughi un imam si è rifiutato di stringere la mano a Julia Klöckner, una personalità politica in visita alla struttura, perché donna. Dopo aver raccontato l’episodio alla rivista tedesca “Focus”, la Klöckner, vicepresidente dell’Unione Cristiano Democratica, ha ricevuto più di 800 email da parte di donne di tutto il Paese che hanno detto di essere state maltrattate dagli immigrati musulmani.
La Klöckner ora chiede che la Germania approvi una nuova legge che imponga ai migranti e ai profughi di integrarsi nella società tedesca. Ella ha detto: “Abbiamo bisogno di una legge sull’integrazione. Siamo un Paese progressista e libero. Se rinunciamo alle fondamenta della nostra liberalità ci sveglieremo in un Paese diverso”.
La Klöckner sostiene con forza che i migranti devono essere informati sulle “regole del gioco” sin dal primo giorno del loro arrivo. “Le persone che vogliono stare qui devono, sin dal primo giorno, accettare e imparare che in questo Paese le religioni convivono pacificamente e non si può ricorrere all’uso della forza per risolvere i conflitti”.
Una donna ha raccontato che i maschi maomettani le passano continiamente davanti nella fila al supermercato. “Per due volte, mentre facevo la spesa in un supermercato tedesco, mi hanno dimostrato che sono una cittadina di seconda classe”, ha scritto. In un caso, un musulmano con un carrello pieno di spesa le è passato davanti nella fila e in un tedesco stentato le ha detto: “Io sono un uomo. Tu sei una donna. Vado avanti io per primo”. Nell’altro episodio, un giovane musulmano le ha dato una gomitata passandole davanti. “Quando gli ho detto che lo avrei fatto passare se mi avesse chiesto il permesso, mi sono sentita dire dalla sorella che i ragazzi maschi non hanno bisogno di chiedere, esigono”.
Un insegnante di una scuola professionale ha scritto: “Gli studenti più problematici sono i maschi musulmani che non riconoscono l’autorità delle insegnanti donne e che disturbano le lezioni”.
Una madre ha raccontato che durante una visita alla scuola della figlia, si è avvicinata a una profuga che indossava il velo e le ha chiesto se poteva aiutarla. “Un uomo ben vestito e con una barba di tre giorni, che sembrava uscito da una rivista di moda, le ha detto: ‘Mia moglie non parla la lingua degli impuri’. Quando gli ho chiesto chi fossero gli impuri, mi ha risposto che si riferiva a me. Gli ho domandato cosa intendesse dire. Lui ha risposto che non aveva nulla contro di me personalmente, in quanto sono tutte le donne tedesche a essere impure, e sua moglie non doveva parlare la lingua degli impuri, così da poter rimanere pura”.

Manodopera ad altissimo costo

A Berlino, più di 150 giovani migranti provenienti dal Nordafrica e dall’Europa Orientale sono occupati a tempo pieno a fare i borseggiatori e gli scippatori. Conosciuti anche come klau-kids, ladri bambini, postano su internet i loro bottini (smartphone, computer portatili, occhiali da sole firmati) per schernire la polizia. Un 16enne noto come Ismat O è stato fermato più di venti volte con l’accusa di furto, ma ogni volta è stato rilasciato e continua a fare il suo mestiere. Walid K. è stato arrestato più di dieci volte ed è ancora libero.
Secondo il presidente del sindacato della polizia di Berlino, Bodo Pfalzgraf, “è incomprensibile che tali delinquenti seriali non rimangano in stato di custodia cautelare”. La polizia dice che i giovani vengono rilasciati perché i giudici tedeschi non sono disposti a emettere mandati di arresto per i cosiddetti reati minori come lo scippo. I giovani possono essere espulsi solo se sono stati condannati ad almeno tre anni di carcere.
In Baviera, la camera di commercio di Monaco (Handwerkskammer München und Oberbayern) ha dichiarato che il 70 per cento dei migranti provenienti dall’Afghanistan, dall’Iraq e dalla Siria ai quali sono stati offerti degli apprendistati non riesce a completarli. Il normale tasso di fallimento è del 25 per cento. Secondo il direttore della camera di commercio, Lothar Semper, molti giovani migranti ritengono che l’apprendistato non corrisponda alle loro aspettative. “Dobbiamo fare uno sforzo enorme per convincere i giovani che dovrebbero anche iniziare un apprendistato”, egli ha detto. “Molti pensano di poter rapidamente guadagnare un mucchio di soldi in Germania.”

 

traduzione di Angelita La Spada

Tags:

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *